Il critico d'arte annuncia battaglia in difesa dell'edificio di piazza San Lorenzo: "Avrà il vincolo della Sopraintendenza». «Non ha il vincolo della Soprintendenza? Glielo faremo avere. Il patrimonio artistico non è dominio di chi vuole distruggerlo». Bastano queste poche parole (epurate da qualche espressione più colorita) per riaccendere le speranze dei detrattori del piano di recupero di piazza San Lorenzo: Vittorio Sgarbi è con loro. Il noto critico, che nei mesi scorsi già si era battuto per la salvaguardia di una villa a Morazzone (infine demolita), contattato dalla Prealpina è sceso in campo a difesa del palazzo Liberty anni 20 all'angolo con via Cavour, minacciato dalle ruspe per far posto a una copia (quasi) esatta. Con qualche apertura sulla facciata e un centinaio di parcheggi interrati in più. Contro il progetto, approvato lunedì sera in consiglio comunale, si erano già schierati l'opposizione (eccezion fatta per il Partito democratico), franchi tiratori del Pdl, svariati professionisti del settore e pure Legambiente. All'appello mancava solo Sgarbi. Sos. A lanciargli una richiesta d'aiuto è stato il presidente di IncontrArti Sandro Pignataro attraverso una lettera aperta. Non molte righe, le sue, in cui non manca il riferimento alla crociata che il politico ferrarese ha condotto l'anno passato a difesa di una villa Liberty di Morazzone, abbattuta a fine ottobre dopo mesi di affondi a suon di Striscia la Notizia, screzi con l'amministrazione guidata da Matteo Bianchi e appelli (a vuoto) alla Soprintendenza. Che ci si debba aspettare lo stesso a Gallarate? Presto per dirlo. Quel che è certo è che Sgarbi alla luce anche dell'esperienza (mal digerita) dello scorso autunno annuncia possibili visite in città. E promette battaglia. Nell'ordine: telefonate di fuoco a palazzo Borghi, uffici regionali della Soprintendenza e perfino ai ministri Sandro Bondi (Beni culturali) e Mariastella Gelmini (Istruzione). Senza contare che nelle prossime settimane la querelle gallaratese potrebbe trovare ulteriore risonanza, viste le dichiarazioni rilasciate in merito dal critico a Oggi . Le richieste di Sandro Pignataro, insomma, possono dirsi esaudite: «Come mai non corre a Gallarate a salvaguardare la palazzina di piazza San Lorenzo? chiedeva il numero uno di IncontrArti per una villa in un paesello della campagna varesina si è mobilitata la stampa nazionale. Invece qui da noi il Liberty non ha valore, non servono campagne a difesa», ha aggiunto poi in tono provocatorio. Cigno Verde. E mentre si attendono novità da oltre i confini urbani, Sinistra e Legambiente affilano le unghie in vista della riapertura delle ostilità a settembre. Si parla, rispettivamente, di una mostra sull'urbanizzazione cittadina dal titolo non confermato di "Gallo mangia-cemento" e di una sorta di censimento dei manufatti ritenuti meritevoli del vincolo della Soprintendenza. Allo studio di entrambe le realtà, infine, anche il Piano di governo del territorio; una volta analizzati carte e progetti relativi alla tutela degli edifici storici, ci sarà tempo fino al 31 agosto per presentare pareri. «Non abbiamo intenzione di arrenderci», sintetizza Camilla Colombo. Sperando che questa volta gli esiti della battaglia siano diversi rispetto a due anni fa, quando il Cigno verde per la prima volta ha tirato in ballo la Soprintendenza per difendere il palazzo Liberty oggetto del contendere. Senza ottenere nessuna risposta. «Ma siamo ancora in tempo a evitare un secondo caso Morazzone».
Gallarate. Sgarbi scende in campo. La villa Liberty non si tocca
Il critico d'arte Vittorio Sgarbi ha annunciato di essere in difesa dell'edificio di piazza San Lorenzo a Gallarate, minacciato dalle ruspe per far posto a una copia del palazzo Liberty. Sgarbi ha scritto una lettera aperta al presidente di IncontrArti Sandro Pignataro, chiedendo di lanciare un appello per difendere il palazzo. Il critico ha promesso di fare battaglia, inclusa la telefonata di fuoco a palazzo Borghi e uffici regionali della Soprintendenza. Sgarbi ha anche dichiarato che non ha bisogno di essere richiesto per difendere il patrimonio artistico. La questione è stata già affrontata due anni fa con un esito negativo.
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