Gentile Augias, la musica di Goffredo Petrassi, compositore tra i maggiori del Novecento e vanto della nostra cultura, in Russia non è conosciuta. L'anno scorso mi propongono di eseguire a Mosca in prima assoluta un'opera del Maestro. Decido per il Salmo IX, splendido affresco sinfonico-corale, uno dei vertici della musica italiana del XX secolo. Per illustrare questo avvenimento di prestigio per l'Italia e perché esso possa ricevere un doveroso supporto istituzionale chiedo un incontro con il ministro Bondi. Le segretarie di volta in volta sollecitate mi ripetono che il ministro è molto occupato, promettono che mi faranno sapere. Passano senza esito otto mesi (otto!) e lascio perdere. I russi, gente determinata, quest'anno mi ripetono la proposta. Mi angoscia l'idea di quella via crucis e chiedo di incontrare il capo della segreteria del ministro. Non c'è, mi faranno sapere, aspetto. Non succede niente. I russi, gente orgogliosa, prendono atto e rinunciano. Non possono ammettere che all'Italia non importi niente di un simile evento, proposto per ben due volte. Mi viene un dubbio: qualcuno avrà spiegato al ministro della Cultura chi è Goffredo Petrassi? Riccardo Capasso Credo che il ministro Bondi sia un onest'uomo preda di sentimenti eccessivi e messo nel posto sbagliato. E' successo più volte, il ministero della Cultura è stato sempre considerato una specie di incarico di serie B. Quello dove lo mettiamo? Mettilo un po' alla Cultura, tanto ... Qualcosa del genere. Vincenza Bono Parrino, ai suoi tempi, diventò ministro della Cultura perché in base al manuale di spartizione degli incarichi quel posto spettava al suo partito: i socialdemocratici. Insediandosi ebbe la franchezza, (il coraggio) di dire: «Per ora non so niente, ma studierò". Un altro ministro della Cultura, Giuliano Urbani, un po' l'inventore di Forza Italia, nel 2003 scrisse un librone il quale rivelava di aver letto sul collo di un angelo nella cappella Sistina la firma di Raffaello. Risparmio i commenti. Che cosa accomuna Urbani e Bondi? Il disinteresse. La povera Bono Parrino, con patetico zelo, si riprometteva di studiare. I due non solo non studiano ma sono visibilmente estranei alla materia che dovrebbero amministrare. Urbani aveva a cuore l'economia o il diritto costituzionale non ricordo bene; Bondi ha soprattutto il partito di cui è triumviro e il suo leader di cui è devoto. Il maestro Capasso chiede se il ministro sappia chi è stato Petrassi. Forse lo sa forse no, ma il punto vero è che di Petrassi non gli importa un fico secco perché i suoi interessi e le ragioni del suo cuore, sono altrove; per lui i 'Salmi' possono tranquillamente riposare in pace, Amen. Resterebbe la brutta figura internazionale, ma a quelle ormai siamo abituati. Corrado Augias