Registro degli enti culturali. Niente soldi a chi resta fuori. Non più distinzioni in diverse tabelle, triennali o annuali. Dopo il taglio imposto dalla manovra anticrisi, il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi cambia le regole per i fondi agli enti culturali, con il primo obiettivo, dice il ministro, «di razionalizzare le risorse ed eliminare gli sprechi». Per gli enti culturali che ambiscono a ricevere un contributo statale il disegno di legge Bondi approvato dal Consiglio dei ministri prevede quindi l'istituzione di un registro riservato alle sole «istituzioni culturali di rilievo nazionale». Solo gli enti ammessi a questo registro (in base a una serie di requisiti) potranno ricevere i contributi, che saranno distribuiti «nei limiti delle risorse statali disponibili». Sono previsti fondi crescenti per istituzioni virtuose, capaci di attrarre capitali privati e di coinvolgere il mecenatismo nazionale e locale. In più è previsto un controllo sulla gestione degli enti che accedono ai contributi, sulle attività che svolgono e sul modo in cui usano i soldi, prevedendo anche la possibilità di una sospensione del contributo, della restituzione e anche della cancellazione dal registro. L'iscrizione nel registro è disposta con un decreto del ministro dei Beni culturali sentite le commissioni parlamentari. Tra i requisiti necessari per essere ammessi, il provvedimento elenca: «Il rilievo nazionale, desunto dalla sua tradizione e dalla dimensione e consistenza dell'attività svolta, l'assenza di fini di lucro, la specificità nella storia della cultura italiana, la disponibilità di un rilevante patrimonio culturale, bibliografico o archivistico, museale o musicale, cinematografico o audiovisivo, qualunque sia il supporto utilizzato, pubblicamente fruibile in forma continuativa, lo svolgimento di attività e di programmi di ricerca e di formazione di interesse pubblico di rilievo nazionale o internazionale per almeno cinque anni consecutivi». Il disegno di legge approvato dal governo non ne parla, ma per tutte le istituzioni che non hanno un rilievo nazionale il soccorso potrebbe arrivare dalle istituzioni locali. Difficile, con i tagli in corso.