Fra i progetti allo studio orari e prezzi più "elastici" in base a stagione e aree geografiche Visitatori tornano a salire, ora autonomia e flessibilità Roma, 29 lug (Il Velino) - "È passata 'a nuttata", sorride Antonello da Messina nel suo autoritratto, preso a prestito per il manifesto realizzato dal ministero dei Beni culturali. Dopo anni di trend negativo, nei primi sei mesi dell'anno i musei statali i visitatori sono in crescita del 12,2 per cento e gli incassi del 6,4. Due milioni di persone in più dell'anno scorso, cioè, hanno scelto di visitare uno dei siti gestiti dal Mibac, portando nelle casse dell'erario due milioni e 600 mila euro in più. Il traguardo, lanciato con la riforma del ministero l'estate scorsa, era di arrivare al 3 per cento per quest'anno, al cinque nel 2011 e al dieci nel 2012. "Risultato raggiunto e superato - afferma il dg per la Valorizzazione, Mario Resca, presentando i risultati ottenuti dall'istituzione della 'sua' direzione generale -. Ma dobbiamo ancora stabilire la leadership che ci spetta ed essere coerenti nei confronti dell'immenso patrimonio che abbiamo". Hanno pagato, insomma, le iniziative promozionali basati sulle riduzioni per il gentil sesso come la Festa della donna o San Valentino ( 31 per cento), le "minacce" di delocalizzazione per riscoprire i capolavori dell'arte con lo slogan "Se non lo visiti lo portiamo via" (7 per cento) e gli happening collettivi come la Notte dei musei o la Settimana della cultura (24 e 31 per cento). "Non abbiamo risorse minerarie o petrolifere, la delocalizzazione industriale è già in atto e siamo ultimi per quel che riguarda gli investimenti stranieri: la cultura - afferma Resca - è invece un grande asset per la crescita del nostro Paese, considerato l'indotto e le ricadute sul territorio, che possono arrivare fino a otto volte la somma investita. Questo Paese deve cambiare priorità, lo dico come uomo d'azienda". Se questo è il presente, unito allo sbarco in Cina (vedi il costituendo museo Italia a piazza Tien An Men) e sui Internet, social network annessi, il futuro è rappresentato dall'autonomia amministrativa dei musei. Principio imperniato attorno alla possibilità, per i direttori, di tenere una parte degli incassi da biglietteria, in modo da responsabilizzare il loro operato e snellire le procedure burocratiche, che ora prevedono la richiesta di soldi la ministero anche per interventi di piccola entità. Allo studio c'è anche l'intenzione di agire sulla leva del prezzo dei biglietti (a seconda della stagionalità e delle aree geografiche), l'approvazione della riforma dello spettacolo dal vivo e la defiscalizzazione dei contributi privati alla cultura. Per compenetrare le politiche culturali sarà invece messo in atto un tavolo di concertazione con gli assessori regionali alla Cultura. Restano tuttavia gli annosi problemi dovuti alla carenze di personale che espongono a rischio molti siti, visto il pensionamento di 500 custodi l'anno e l'impossibilità di rimpiazzarli in mancanza di concorsi a ripetizione. Un aspetto già di per sé difficile al quale va a sommarsi quello che pare essere un pessimo fra i dipendenti e il vertice politico del Collegio romano. "Questo è il ministero più sindacalizzato del mondo e si fa fatica a dialogare, anche se ultimamente c'è maggiore disponibilità", attacca il sottosegretario Giro, che per risolvere la mancanza di custodi propone "forme nuove, magari cooperative cogestite fra pubblico e privato". "Mi si accusa di voler accrescere il precariato? - domanda retoricamente il viceministro - Almeno avremmo un personale più preparato e competente". Intanto dal sottosegretario arriva anche la conferma della sessione del Consiglio dei ministri dedicata alla cultura, annunciata dal ministro Bondi la settimana scorsa: dovrebbe arrivare per la ripresa dei lavori in autunno, a settembre o al massimo ottobre. (Paolo Fantauzzi)
MUSEI - Visitatori tornano a salire, ora autonomia e flessibilità
I musei statali italiani hanno registrato un aumento del 12,2% dei visitatori e degli incassi nel primo semestre dell'anno, con un aumento di due milioni di persone e di due milioni e 600 mila euro. Il traguardo era di raggiungere il 3% di crescita, ma è stato superato. La direzione generale per la Valorizzazione ha lanciato la riforma del ministero dei Beni culturali, che prevede l'autonomia amministrativa dei musei e la possibilità di tenere una parte degli incassi da biglietteria. La riforma prevede anche l'intenzione di agire sulla leva del prezzo dei biglietti, l'approvazione della riforma dello spettacolo dal vivo e la defiscalizzazione dei contributi privati alla cultura.
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