Il costo generale per la sistemazione dell'intera struttura ammonta a un milione e mezzo di euro Cantiere all'opera da settembre per realizzare il primo stralcio (472mila euro) che prevede il risanamento della facciata Palazzo Vescovile, si parte col primo stralcio dei lavori ma nel cassetto c'è anche quello di recupero globale. Ammontano a 472mila e 325 euro i lavori del primo stralcio del restauro conservativo del Palazzo Vescovile per i quali si è conclusa la procedura provvisoria di assegnazione. Ad aggiudicarsi i lavori è la Tisato restauri di Verona che pianterà il cantiere una volta trascorso il termine per la consegna dei certificati, tra fine agosto e i primi di settembre. L'intervento prevede il risanamento delle murature interessate da umidità di risalita, sugli intonaci esterni e sulle pitture murali, sulle travature lignee col ripristino dei contorni in pietra, delle colonne in pietra e delle inferriate. I lavori, che in sostanza interesseranno le facciate del Palazzo (in particolare la parete sud e la loggia e le pareti nord e ovest), saranno coperti per 441mila euro coi fondi dell'8 per mille dell'Irpef che il Governo, nel 2007, riconobbe al Comune, e per la parte restante con fondi propri. Al problema dell'umidità di risalita si ovvierà realizzando uno sfioratore alla esistente vasca di accumulo delle acque meteoriche, sotto al chiostro. Poi si partirà con il risanamento delle murature e degli intonaci. Fin qui, dunque, il primo stralcio ma tra le buone notizie c'è anche quella legata alla convalida, da parte di Arcus, del progetto artistico-culturale per il restauro ed utilizzo dell'intera residenza dei Vescovi. Arcus spa è la società per lo sviluppo dell'arte, della cultura e dello spettacolo costituita in seno al ministero dei beni e attività culturali ed ha come priorità la valorizzazione dei beni e delle attività culturali come soggetti attivi di sviluppo. Opera con capitale sociale interamente sottoscritto dal ministero dell'economia ed interviene in ossequio a programmi di indirizzo che sono contenuti nei decreti annuali adottati dal ministro per i beni e le attività culturali. Non è un ente erogatore di contributi e finanziamenti ma un organismo che interviene laddove esistano progetti di recupero e valorizzazione integrati, cioè pensati secondo l'ottica di un recupero funzionale al riutilizzo secondo logiche di sistema e di bacino. Il progetto presentato da Monteforte, ed elaborato da Stefano Darra, è il trentaseiemo in classifica su 1400 presentati. Si tratta, in sostanza, di un'idea «globale di riuso dell'immobile a scopo culturale e sociale» previo, ovviamente, restauro del Palazzo. Il restauro, stando allo studio preliminare, prevede un investimento di 1 milione e 560mila euro ed è pensato attraverso «interventi formulati con logica modulare», cioè per stralci. È così che il Palazzo vivrà una seconda vita attraverso l'aggregazione di Monteforte al «Bacino culturale, ambientale e sociale evoluto» di Cerea: il Comune della Bassa, che ha fatto da battistrada in provincia di Verona, ha progettato (e ottenuto fondi da Arcus Spa e dalla Regione) il recupero e riconversione a polo culturale dell'Area Exp. Il Palazzo Vescovile dovrebbe diventare al tempo stesso propulsore di iniziative e catalizzatore di risorse (non solo economiche ma anche organizzative) nel veronese orientale. Il futuro proposto per il Palazzo Vescovile è quello di centro culturale orientato al settore vitivinicolo: il punto qualificante sta nel primato di Monteforte come comune italiano a più alta densità viticola e nel tessuto di istituzioni, enti e associazioni che operano nel settore. Oltre al restauro, l'altro obiettivo di Arcus è infatti l'unione di tutte le eccellenze già presenti, sia pubbliche che private, anche nell'ottica della razionalizzazione delle risorse umane ed economiche disponibili. Al Palazzo Vescovile potrebbe nascere dunque un Centro di orientamento e formazione sulla cultura internazionale del settore vitivinicolo ma anche il Museo nazionale (interattivo) della cultura vitivinicola. Per realizzare il progetto dovrà essere costituita una Fondazione mista chiamata a coinvolgere realtà pubbliche e private del territorio secondo la logica della «aggregazione istituzionale». Arcus Spa ritiene meritevole il progetto montefortiano collocato all'intero di una importante struttura di interesse storico: la destinazione finale di assoluto prestigio favorisce la messa a sistema con altri importanti attrattori culturali e turistici.
MONTEFORTE. ARCUS - Restauro di Palazzo vescovile Assegnati i lavori alla Tisato
Il Comune di Cerea ha iniziato i lavori di restauro del Palazzo Vescovile, con un costo totale di 1,5 milioni di euro. Il primo stralcio dei lavori, ammontante 472.000 euro, prevede il risanamento della facciata e la riparazione delle murature e degli intonaci. La società Tisato restauri di Verona ha vinto l'assegnazione dei lavori. Il progetto include anche la creazione di un centro culturale e sociale, che potrebbe ospitare un museo nazionale della cultura vitivinicola e un centro di formazione sulla cultura internazionale del settore vitivinicolo.
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