Inghiottiti dal traffico di piazza Missori i poveri resti del tempio di San Giovanni in Conca passano spesso inosservati. Eppure questo fu un luogo di antiche e nobili origini. La basilica originaria fu eretta nel IV secolo in epoca paleocristiana nel cuore di un quartiere residenziale romano. Distrutta dal Barbarossa e ricostruita nel Duecento ospitò per tre secoli il monumento sepolcrale del feroce Bernabò Visconti e della consorte veronese Regina della Scala (oggi ai Musei del Castello). Passata dagli Sforza ai Carmelitani, sconsacrata nellOttocento, adibita a caserma e poi a magazzino, la chiesa venne prima limata, per far spazio a una nuova viabilità, poi ristrutturata in modo posticcio e, da ultimo, rasa al suolo, a eccezione della cripta romanica sopravvissuta per miracolo a queste torture. E, infatti, conservato nel sottosuolo, alloscuro del passante distratto, permane un capolavoro di architettura sacra, ritmato da volte e archi a tutto sesto, tipico del romanico milanese e di luoghi gemelli come SantAmbrogio e San Nazzaro. Fra il Museo archeologico e i Musei del Castello sono disseminati invece i reperti superstiti, fra mosaici, sculture e affreschi.
MILANO - San Giovanni in Conca torturato dal traffico
Inghiottiti dal traffico di piazza Missori i poveri resti del tempio di San Giovanni in Conca passano spesso inosservati. Eppure questo fu un luogo di antiche e nobili origini. La basilica originaria fu eretta nel IV secolo in epoca paleocristiana nel cuore di un quartiere residenziale romano. Distrutta dal Barbarossa e ricostruita nel Duecento ospitò per tre secoli il monumento sepolcrale del feroce Bernabò Visconti e della consorte veronese Regina della Scala (oggi ai Musei del Castello). Passata dagli Sforza ai Carmelitani, sconsacrata nellOttocento, adibita a caserma e poi a magazzino, la chiesa venne prima limata, per far spazio a una nuova viabilità, poi ristrutturata in modo posticcio e, da ultimo, rasa al suolo, a eccezione della cripta romanica sopravvissuta per miracolo a queste torture. E, infatti, conservato nel sottosuolo, alloscuro del passante distratto, permane un capolavoro di architettura sacra, ritmato da volte e archi a tutto sesto, tipico del romanico milanese e di luoghi gemelli come SantAmbrogio e San Nazzaro. Fra il Museo archeologico e i Musei del Castello sono disseminati invece i reperti superstiti, fra mosaici, sculture e affreschi.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo