Penati: promesse segrete, serve chiarezza. Il Comune: nessun mistero I costruttori: nel 2007 lintesa con Fondazione Fiera e Palazzo Marino Il Pd: irresponsabili due istituzioni che si fanno i dispetti Comodato duso gratuito o acquisto? La questione delle aree dove sorgerà lEsposizione universale è ancora in alto mare. Con lultimatum lanciato da Letizia Moratti caduto nel vuoto - entro ieri Roberto Formigoni avrebbe dovuto presentare una proposta di acquisto con tanto di prezzo - e un ennesimo scontro tra istituzioni di centrodestra. Da un lato lasse Moratti-Podestà che difende la strada del comodato gratuito, dallaltra il governatore che insiste sullacquisto delle aree attraverso una Newco che ora vorrebbe aprire anche ai privati. Mentre i Cabassi, proprietari di una parte dei terreni, soffiano sul fuoco rivendicando un accordo firmato con le istituzioni nel 2007 e chiedono che venga rispettato. Il caso si ingarbuglia ogni giorno di più. Ad alzare la tensione, già alle stelle, fra Comune e Regione sono state le parole di Marco e Matteo Cabassi che, dopo quattro anni di silenzio, hanno deciso di intervenire, ricordando ai soci di Expo laccordo siglato quattro anni fa. Un accordo che Formigoni nega di aver firmato e di cui Filippo Penati, allora presidente della Provincia, dice di non essere al corrente. «Né io né la Regione abbiamo mai firmato alcun accordo con i Cabassi» dice il presidente Formigoni. E aggiunge: «Il Pirellone ha aderito alla procedura per la definizione di un accordo di programma promosso dal Comune che però non dà alcuna garanzia sullesito del percorso». Mentre Penati attacca: «Dopo le dichiarazioni dei fratelli Cabassi è giunto il momento di fare chiarezza: la Moratti renda pubblici gli accordi che intende onorare. E sveli quanti metri cubi di nuova edificazione ha promesso ai Cabassi quattro anni fa, in cambio della disponibilità momentanea delle aree». Un groviglio che si scioglie ricordando - anche agli attori della vicenda - che entrambi gli accordi sono stati avviati, come ricorda Palazzo Marino. Nel 2007 infatti ci fu un patto tra sindaco e proprietari delle aree, approvato anche dalla giunta, in cui si stabiliva che le aree sarebbero state utilizzate dal Comune per levento Expo e poi restituite a Fiera-Cabassi con la possibilità di costruire (oggi non sono edificabili). Laltro invece è dellanno dopo (2008) ed è un accordo di programma tra istituzioni (cui ha aderito anche la Regione, non i proprietari) che ha dato il via al processo che dovrebbe trovare una soluzione sulla questione aree. A precisare la differenza tra i due patti sono gli stessi Cabassi. «Nessuno ha mai detto che Formigoni abbia firmato un accordo con il gruppo Cabassi - dicono - . Laccordo a cui ci riferiamo è stato firmato il 19 luglio 2007 da noi, Fondazione Fiera e Comune. Un anno dopo, il 17 ottobre 2008, la giunta regionale ha deliberato di aderire alla proposta di accordo di programma promosso dal Comune e finalizzato a consentire la realizzazione di Expo 2015, anche attraverso la definizione della idonea disciplina urbanistica per la riqualificazione dellarea dopo levento». Parole a cui la Regione risponde secca: «È una totale marcia indietro rispetto a quello che dichiarato laltro ieri». «Sembra di essere allasilo Mariuccia - commenta Matteo Mauri, responsabile nazionale di Expo del Pd - : Moratti e Formigoni continuano a farsi i dispetti mentre dovrebbero ricordarsi che parlano a nome delle istituzioni e dovrebbero assumere un atteggiamento più responsabile». Duro anche Savino Pezzotta, coordinatore regionale del Udc: «Assistiamo a uno scontro di potere. Le istituzioni decidano invece di litigare».