Allarga il ragionamento dalle quattro pareti del Teatro Comunale alle mura della città intera, puntando il dito contro le tante «piccole illegalità» tollerate a Bologna. «I graffiti sui muri, gli schiamazzi notturni, lo sporco: in questa città sè diffusa labitudine alle piccole illegalità - sostiene il sovrintendente Marco Tutino, al termine del suo mandato - . La stessa cosa è accaduta in teatro: dove mi si dava apertamente del buffone e si rendeva difficile lavorare». «Sono stati appesi cartelli con la mia faccia e sotto la scritta pagliaccio, si danneggiavano le serrature, si metteva il piede in mezzo alle porte per impedire la chiusura degli uffici, si ascoltavano le telefonate altrui e si disturbava parlando ad alta voce». È lunga la lista dei comportamenti tenuti da alcuni sindacalisti durante il «presidio» permanente dei mesi scorsi e denunciati alla Digos dal sovrintendente. Tre esponenti della Fials sono ora indagati per interruzione di pubblico servizio e oltraggio a pubblico ufficiale. Molti politici hanno criticato questa denuncia, il Pdl ieri chiedeva addirittura di ritirarla, ma Tutino replica che «la protesta sindacale non va confusa con lillegalità a cui questa città sembra essersi abituata. Richiedere accertamenti su comportamenti che prefigurano reati è un dovere. Poi sarà la magistratura a decidere». Il sindacato Cisl ha rilanciato dichiarando che allora andrebbero denunciati tutti quelli che hanno partecipato alla protesta: «Ma i reati non cambiano se a compierli sono sessanta persone e solo due o tre», ribadisce Tutino. E di nuovo, alla fine di un mandato segnato da tanta conflittualità, il discorso si allarga a Bologna. «Ricevo quotidianamente sostegno da parte di cittadini - dice il sovrintendente - ma la città è composita e il vuoto della politica negli ultimi mesi ha pesato molto. Ha permesso lemergere di poteri oscuri e trasversali. Cè un gran numero di cittadini che osserva impotente la propria città avviata verso il declino». Il cda del Comunale scadrà il 19 settembre e con quello il suo mandato, ma Tutino resterà a Bologna come presidente della Scuola dellOpera. «Chi arriverà in Teatro - osserva - avrà davanti una situazione drammatica, nonostante siamo riusciti a ridurre come mai prima il disavanzo. A Genova si prospetta la cassa integrazione: la situazione è molto brutta a livello nazionale».