Solo un'associazione si batte per salvare l'antica struttura Nicosia sta morendo. L'antico monastero, carico di storia, per secoli riferimento per l'intera provincia di Pisa, scivola sempre più nel degrado avvilente. Una situazione difficilissima. Soprattutto la parte conventuale è aggredita da rovi, affogata nelle sterpaglie. Reale il rischio di crolli. Non si contano le scorrerie, soprattutto notturne, di individui di pochi scrupoli. Bivacchi, atti di vandalismo, gesti di teppismo: di tutto e di più. Poco o nulla si muove e si fa. D'altra parte non c'è ombra di finanziamento per eventuali restauri o ristrutturazioni nell'ordine di milioni di euro anche se c'è chi vocifera che il federalismo fiscale potrebbe portare quei finanziamenti tanto ambiti. Unica realtà sul territorio che opera per conservare la memoria e rilanciare gli appelli ad attivarsi è l'associazione Nicosia Nostra, un sodalizio di promozione sociale nato con lo scopo di salvaguardare, promuovere e recuperare i beni artistici e storico-culturali. Suo fine primario quello della tutela e della valorizzazione del complesso monumentale nell'obiettivo di ristabilirne tra l'altro il legame storico-culturale con la popolazione. Si punta a ridare a Nicosia una sua dignità, restituendole il ruolo avuto nel tempo per la comunità di Calci e l'intera provincia pisana. Tra le attività di Nicosia Nostra un cd-rom dal titolo "Nicosia, un tesoro dimenticato". Si tratta di un viaggio indietro nel tempo e nel presente. E poi un dvd dal titolo "O beata solitudo. Vita di un frate dall'alba al tramonto": un modo per far rivivere quella che doveva essere nella sua essenza la quotidianità. Vanno registrati, eseguiti dai volontari, importanti lavori di pulizia e riqualificazione del chiostro e degli immensi spazi verdi all'interno e all'esterno delle mura che ha visto tornare alla luce tra l'altro l'antico oliveto.