I lavori costeranno 25 milioni di euro e dureranno due anni. Il ministero punta a imprenditori italiani e stranieri. Alemanno: basta con lAnfiteatro Flavio come spartitraffico ROMA - Preciso, elegante, che utilizzi il prezioso logo in maniera "culturale" e che, soprattutto, non trasformi uno dei monumenti più belli del mondo in un maxi cartellone pubblicitario. Anche perché sarà decisamente vietato. Questo lidentikit del super sponsor privato dal valore di 25 milioni di euro che il Ministero dei Beni Culturali sta cercando per restaurare il suo gioiello più amato, il Colosseo, larena kolossal dei gladiatori celebre nellantichità e rilanciata da Hollywood e da Russell Crowe, peraltro recente turista del monumento. E si preannuncia una vera "piccola rivoluzione" quella che coinvolgerà lAnfiteatro Flavio: forse una pedonalizzazione dellarea, una stazione della metro adeguata, sul modello di quella del Louvre a Parigi, una rivalutazione del sito archeologico, con un collegamento ai Fori Imperiali, con tanto di "spalti" virtuali, che sperimenterà il Cnr con un progetto dove si potranno rivivere, con dei futuristici ologrammi, le vere gesta dei gladiatori dellantica Roma. Si punta su tanti imprenditori, italiani ma anche stranieri, come, ad esempio, Diego Della Valle, che aveva già mostrato la sua disponibilità, che concorreranno, magari con diverse cordate, a realizzare quello che il sindaco di Roma Gianni Alemanno definisce "un nuovo mecenatismo" e che il ministro Sandro Bondi sostiene possa diventare un modello da applicare anche ad altri monumenti del nostro Paese. «Basta con il Colosseo vissuto dai romani come uno spartitraffico - dice Alemanno - questo è un progetto epocale. Verrà restaurato un importante monumento senza spendere un euro pubblico. E non ci sarà alcuna pubblicità invasiva». Bondi sottolinea: «Non appariranno i soliti cartelloni. Il nome dello sponsor sarà sul cantiere e non ostacolerà la vista del Colosseo». E, aggiunge Roberto Cecchi, commissario per le Aree Archeologiche di Roma: «Uneventuale promozione sarà concentrata sulla base dei ponteggi, ad un altezza di 2,50 metri». Sulla Gazzetta Ufficiale del 4 agosto sarà pubblicato lavviso di bando, con linvito a presentare le offerte entro il 15 di settembre, e da quel momento sarà tutto consultabile sul sito www. commissario-archeologiaroma.it. Si prevede un inizio dei lavori in ottobre, che potrebbero terminare in due anni, mantenendo sempre il monumento aperto. Il piano degli interventi prevede il restauro del prospetto settentrionale e di quello meridionale, la sostituzione delle chiusure dei fornici del I ordine con cancellate, revisione e restauro degli ambulacri del I e II ordine, revisione e restauro degli ipogei, adeguamento e integrazione degli impianti, illuminazione, esclusa dai 25 milioni di euro, e la realizzazione di un centro servizi nella piazza. A lavori ultimati saranno visibili tutti i 5 livelli del Colosseo, compresi i sotterranei ed i piani superiori, che non erano mai stati aperti. «Per quanto riguarda le future manifestazioni culturali - conclude Alemanno - sarà necessaria una grande attenzione». Contrario Francesco Maria Giro, sottosegretario per i Beni e le Attività Culturali: «Con la tecnologia, grazie ad un progetto del Cnr, gli spalti del Colosseo e i sistemi di pedane per i giochi dellarena potrebbero tornare in scena con degli ologrammi. Ma dopo il restauro non sono daccordo di usare il monumento come scenario per i concerti».