Tardano i fondi, il bando per i lavori e la convenzione con la Sabauda intanto gli scavi per lo spazio ipogeo fanno affiorare antichi reperti Risultato: il cantiere solo tra un anno Slitta al 2015 linaugurazione del nuovo Egizio. Si dovrà attendere dunque due anni in più, rispetto alla data prevista fino a qualche tempo fa, per vedere il museo ampliato e riallestito in tutte le sue parti. Solo una prima tranche, che corrisponde allo spazio ipogeo con i servizi di accoglienza al pubblico, dovrebbe essere varata nel 2013. Mentre nel marzo 2011, quando fino a qualche anno fa si sognava di tagliare definitivamente il nastro in via Accademia delle Scienze in occasione delle celebrazioni per i 150 anni dellUnità, si darà invece solo il via, se tutto va bene, al grande cantiere. Ma che cosa è successo? Intanto non è ancora partito il bando per i lavori di "rifunzionalizzazione, ampliamento, restauro e messa in sicurezza" - praticamente per il nuovo museo - previsto a maggio e rimandato per ora allautunno. È un bando che prevede opere per 31 milioni più Iva e in quanto tale non può essere lanciato finché non ci sia la copertura completa dal punto di vista finanziario. Mancano ancora allappello al momento i contributi di Regione e Comune (hanno invece onorato gli impegni Compagnia di San Paolo, che finanzia metà dellintero importo, Fondazione Crt e Provincia di Torino). Il Comune ha erogato finora 2,5 milioni rispetto ai 10 dovuti (gli altri non sono ancora stati impegnati), la Regione garantisce 7 milioni di fondi regionali Fesr, che per loro natura non possono giungere a destinazione fino a lavori avviati. Ma non è ancora questo il nodo principale, riferiscono dagli uffici tecnici. Il vero problema è che manca la firma del direttore regionale per i beni culturali Mario Turetta alla convenzione con la Galleria Sabauda, in cui si assicura che per lavvio del cantiere dellEgizio gli spazi al secondo piano tuttora occupati dalle collezioni (dovrebbero poi essere collocate tra Palazzo Madama, Reggia di Venaria e i magazzini dellArchivio di Stato e della Biblioteca Reale, in attesa della nuova sede nella Manica nuova di Palazzo Reale) saranno liberi. Senza quella certezza il responsabile di progetto, lingegnere Andrea Conci, non può dare il via al cantiere. Sembra che il documento sia già pronto, la firma dovrebbe arrivare nellautunno. Poi via con i lavori? Non è detto. Perché durante lo scavo ipogeo nel cortile sono emersi reperti antichi su cui la Soprintendenza archeologica vuole indagare. Di fronte allingresso da via Accademia delle Scienze si erge un muro di pietre circolare, già rinvenuto in passato, negli ultimi tempi si sono scoperti un altro muro più piccolo e due pilastri, forse di sostegno a un ponte di origine romana. «Non importa conoscere la data della fine dei lavori, che sia il 2014 o il 2015, lessenziale è andare avanti - commenta il presidente Alain Elkann, gettando acqua sul fuoco - Certo, ci sono le ricerche in corso da parte della soprintendenza sui reperti trovati, ma la Sabauda andrà via e i finanziamenti ci saranno. I rapporti sono ottimi con tutti, la Soprintendenza ai beni archeologici ci ha persino conferito la settimana scorsa il Papiro Regio, uno dei fiori allocchiello del museo che ancora non era proprietà della nostra Fondazione».