L'accelerazione del Prg: è l'unica in controtendenza nel distretto anconetano Osimo Osimo è la città del distretto anconetano che, ogni anno, aumenta più delle altre il numero di ettari edificati. E l'incremento della superficie fabbricata è in controtendenza rispetto alle altre città. Se Ancona e Falconara negli ultimi decenni hanno diminuito il numero medio degli ettari edificati, a Osimo l'edificazione ha subito un boom nel periodo 2001-2007. Sono i dati più rilevanti di un report commissionato nel 2007 dalla Regione Marche sulle aree urbane funzionali. Fra queste c'è quella di Ancona, che prende in analisi oltre ai dati del capoluogo dorico, anche l'urbanizzazione di Falconara, Chiaravalle, Agugliano, Camerata Picena, Camerano, Ancona, Monte S.Vito, Montemarciano, Numana, Offagna, Polverigi, Sirolo e appunto Osimo. Dallo studio della Regione risulta che la città dei "senza testa" nel periodo 1954-1984 ogni anno mediamente edificava 13,54 ettari, diventati 16,02 nel periodo 1984-2001 e 23,15 nel 2001-2007. Ed è questo il dato più alto nel distretto, frutto di un piano regolatore emanato dall'allora amministrazione Niccoli che prevedeva un forte sviluppo urbanistico, rafforzato poi dalla mega-variante dell'amministrazione Latini. Se Osimo ogni anno mediamente edifica oltre 23 ettari, Ancona, nello stesso periodo 2001-2007 ne edificava 12 e Falconara appena 4. Un dato opposto non solo per logiche ambientaliste e di salvaguardia del territorio, ma evidentemente anche perché Osimo ha subito uno sviluppo urbanistico molto ritardato rispetto alle città limitrofe. Anche per questo Ancona è passata dai 35 ettari edificati ogni anno nel periodo 1954-1984 agli attuali 12, mentre Falconara è scesa dai 16 del dopoguerra agli attuali 4, Osimo ne ha aumentati di un 50, divenendo l'unica città che negli anni Duemila ha avviato una intensa edificazione, vuoi per un ritardato sviluppo o per un Prg imponente di aree edificabili rispetto alla media. Fra le altre cittadine della zona Sud, l'edificazione di ettari negli anni Duemila è a livelli minimi ad Offagna (annualmente 1,26 dal 2001 al 2007) e Camerano (1,71), poco più alta a Sirolo (3,43) e Numana (3,22). Conseguenza del forte sviluppo è l'aumento demografico. A Osimo infatti si è passati dai 26.600 abitanti del 1984 ai 31.900 del 2007 (ora diventati 33.500). Mentre Ancona è scesa dai 105mila del 1984 ai 101mila del 2007, così come Falconara è scesa da 30.700 a 27.900, mantenendo tuttavia l'indice di densità della popolazione più alto del distretto con 1.100 abitanti a km quadrato, rispetto agli 820 di Ancona e i 302 di Osimo. Spostando l'analisi sul consumo del suolo pubblico, Osimo essendo la seconda città per estensione di territorio dopo Ancona, ha una percentuale più bassa delle altre. Su una superficie comunale di 10.542 ettari, al 2007 ne sono stati edificati 995. Solo Ancona ha fatto peggio, consumandone 2.157 su 12.371. Ma se trasformiamo i dati in punti percentuali, allora il bollino nero per il consumo di territorio spetta, anche pervia della sua minore estensione, a Falconara, che ha edificato il 31,6 della superficie comunale (805 ettari su 2.546). Dietro Falconara c'è Numana con il 29, Ancona con il 17,5, Chiaravalle col 14, Camerano col 12,4, quindi Osimo col 9,4 e Sirolo con l'8,4. E' Offagna invece la cittadina che ha consumato meno superficie comunale al 2007, solo il 3,9. giacomo quattrini