Il 15 settembre scade il termine per la partecipazione alla gara per la scelta del General contractor che realizzerà il ponte sullo Stretto di Messina. Con la gara si è innescato un processo che ormai non si può interrompere. Pietro Ciucci, per molti anni direttore generale dell'Iri, da due è amministratore delegato della società Stretto di Messina. Gli chiediamo: è stato superato il punto di non ritorno? Il ponte si farà? «Finora le tappe erano state sostanzialmente interne, con il sì al progetto del Cipe, il piano finanziario, l'accordo di programma, la convenzione con il ministero. Con il bando di gara la società e il Paese stesso si sono esposti a livello estemo, nel mondo. Sì, ne sono convinto: non si può che andare avanti». Che adesione prevede per la gara? «Ci auguriamo la massima partecipazione a livello mondiale. Si tratta di una commessa del valore di 4,4 miliardi, che salgono a 6 con gli oneri finanziari. Abbiamo presentato l'opera in un road show internazionale per attirare l'interesse dei più grandi gruppi di costruzioni. L'attività di comunicazione è intensa, in questi giorni siamo alla Fiera del Levante, a Bari. Finora nessuna impresa straniera ha partecipato a gare per General contractor in Italia». Quante buste conta di ricevere? «E difficile immaginare più di due o tre consorzi, in ciascuno dei quali poi figurano una decina di nomi primari. Leggo dell'interesse di cordate raggruppate intorno ai principali operatori italiani, con presenze internazionali del massimo rilievo». Comunicherete i nomi di chi ha manifestato interesse? «I nomi no, potremmo comunicare il numero. Le imprese sono comunque libere di fare i loro annunci». Qual è poi il calendario? «Sarà nominata una commissione di cinque membri, due estemi, che vaglierà i requisiti dei richiedenti; entro 30 giorni invierà la documentazione di gara ai soggetti prequalificati che avranno poi il tempo sufficiente per elaborare la propria offerta». Con il principio del massimo ribasso? «No, sarà scelta la migliore offerta sul piano tecnico-economico, valutando ogni criterio utile. La gara sarà gestita nel modo più trasparente; le sue procedure hanno ottenuto la certificazione di qualità». A quando la scelta del general contractor? «In primavera. I cantieri saranno aperti all'inizio del 2006. Il ponte sarà pronto nel 2012» Il piano finanziario prevede che 2,5 miliardi siano apportati dai soci (Anas, Rete ferroviaria italiana, Fintecna e le due Regioni interessate), e che 3,5 siano reperiti in prestito sul mercato. Quando comincerete a cercare i soldi? «L'aumento di capitale della società a 2,5 miliardi è già stato deliberato e il cda lo richiamerà secondo le esigenze. Il denaro a prestito servirà dopo il 2007-2008. Potremo beneficiare anche del contributo a fondo perduto dell'Ue, che ha inserito il ponte tra i progetti prioritari». Il piano finanziario prevede l'utile fin dal primo anno di esercizio. Non è un po' ottimista? «Le stime sono prudenziali. Nel primo anno incasseremo 100 milioni dal traffico ferroviario e oltre 200 dal traffico su gomma, con cui pagheremo la gestione, 100 milioni di ammortamenti, gli interessi sul debito e saremo in grado di distribuire un dividendo ai soci».