Argegno: sbancamento di 6 mila metri cubi all'inizio della strada per Schignano ARGEGNO La montagna all'imbocco della strada per Schignano è stata squartata con una insanabile ferita sul fronte lago alta diverse decine di metri, uno sbancamento della bellezza di 6000 metri cubi che secondo le carte presenti in municipio risulterebbe conforme allo strumento urbanistico vigente tanto più che anche la provincia, competente per la presenza della strada numero 15 «di Erbonne», ha concesso l'autorizzazione a procedere. Secondo il cartello affisso all'esterno del cantiere si tratterebbe della semplice costruzione di «una casa di civile abitazione» da parte della società «La Prisa Srl», ma a poca distanza compare un ben più grande cartello che annuncia la vendita di «appartamenti panoramici con terrazzi, giardino, solarium e box» con le coordinate di una immobiliare di Garbagnate Milanese. E' l'ennesimo episodio di cementificazione in un paese dove si è fatto di tutto e di più con un autosilo sul fronte lago che offende l'ambiente con le pareti in finta pietra, ville a schiera a profusione soprattutto sul colle verso Sant'Anna dal quale si gode di una fantastica veduta sull'Isola Comacina, condomini a ridosso del centro storico che fortunatamente ha mantenuto molte delle originarie caratteristiche. Vengono le vertigini osservare lo scavo dalla strada provinciale e c'è da chiedere come sia stato possibile rimuovere così tanta roccia con demolizione di un intero versante per creare gli spazi sufficienti alla costruzione di otto appartamenti disposti su tre piani sovrastati da una villa pre-esistente con terrazzi a sbalzo sulla profonda ferita attorno alla quale, con l'obiettivo di consolidare il notevole fronte di scavo, è stata realizzata una sorta di «berlinese». I 1056,50 metri cubi che tra non molto si andranno a costruire appartengono a un progetto che, secondo il sindaco Francesco Dotti, all'origine portava «la firma illustre dell'architetto Boffino di Milano, docente al Politecnico». Purtroppo, per gli effetti che ricadranno sull'ambiente e sul paesaggio nessuno dice che in quel cantiere, dove al momento compare la sola firma del direttore lavori geometra Vittorio Pomoni di Como, si andrà a edificare (impresa Sinthex Srl, fratelli Citrini e Tecnolavori Srl) con un indice di 1,5 metri cubi per metro quadrato, un valore che per fortuna viene bandito dai piani di governo del territorio della nuova generazione. Il solito discorso della stalla chiusa quando i buoi se ne sono andati. Nel caso di Argegno, però, potrebbero esserci altre sgradevoli sorprese in quanto il processo per il nuovo Pgt, in corso di elaborazione da parte dell'urbanista comasco Giuseppe Tettamanti, è ancora nelle fasi di istruttoria. L'adozione da parte del consiglio comunale dovrebbe avvenire entro l'anno, ma non ci sono certezze sui tempi e sui modi. Sussistono di conseguenza le premesse per scatenare nuovi appetiti degli immobiliaristi, tenendo conto del fatto che il vigente piano regolatore datato 1986 contempla quel famigerato indice di 1,5 mcmq che ha finora permesso incredibili blocchi di cemento. Marco Luppi
COMO - Il lago ferito. Uno squarcio nella montagna per gli appartamenti panoramici
In Argegno, una strada per Schignano è stata scavata con un enorme sbancamento di 6.000 metri cubi. La strada era prevista per la costruzione di una casa, ma è stata scoperta una vendita di appartamenti con terrazzi e giardino. La società La Prisa Srl ha ottenuto l'autorizzazione per la costruzione, ma il progetto è stato criticato per l'impatto ambientale. Il paese è già stato colpito da cementificazione, con autosili e ville a schiera. Il nuovo progetto potrebbe portare a nuove demolizioni e cementificazione. Il processo per il nuovo piano regolatore è in corso, ma non ci sono certezze sui tempi e sui modi.
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