Niente interventi nei centri, ma solo demolizione e ricostruzione Al fotofinish, e non senza polemiche, anche Aci Castello ha dato il via libera all'attuazione del "Piano casa" previsto dalla legge regionale 6 del 2010 che prevede norme per il sostegno dell'attività edilizia e riqualificazione del patrimonio edilizio. Un piano urbanistico che ad Aci Castello è approdato in aula con numerose restrizioni, rispetto a quello regionale, stabilite dall'amministrazione comunale (ed in particolar modo dagli architetti Filippo Finocchiaro e Antonio Marano) "al fine di salvaguardare il territorio da eventuali nuovi scempi edilizi" ha spiegato e ribadito a chiare lettere non senza polemiche nei confronti anche dei "suoi" uomini il sindaco Filippo Drago nel corso delle tre sedute consiliari. Il "sì" definitivo, infatti, è arrivato dopo un tour di sedute, e relativi gettoni di presenza, solo sabato sera (ultimo giorno disponibile) grazie al sostegno striminzito di parte della maggioranza (Salvo Danubio, Ezia Carbone, Santo Grasso, Filippo Russo, Massimo Papalia e Orazio Santonocito), che comincia a dare segnali di mal di pancia interni, supportata dal consigliere di "opposizione" Antonio Guarnera del Cambiamento, ormai stampella immancabile e sempre preziosa dell'amministrazione anche se in aula ha dato vita ad un'azione di protesta tramite volantini sul "Consiglio comunale fantasma" e chiedendo "l'accertamento dei consiglieri assenti ingiustificati per procedere alla loro decadenza". Gli altri esponenti a sostegno della giunta Drago (Francesco Scuderi, Antonio Maugeri, Nello Zappalà, Michele Arcidiacono) hanno disertato l'aula per vari motivi, mentre Carmelo Scandurra si è tirato fuori dalla questione per incompatibilità così come il collega di opposizione del Mpa, Orazio Sciacca. Gli altri autonomisti (Turi Mirabella e Turi Bonaccorso) e il collega dell'Udc, ma ormai tra i banchi dell'opposizione, Nando Cacciola sono usciti polemicamente dall'aula. Il "Piano casa castellese" non consente interventi nei centri storici, ma promuove opere di demolizione e ricostruzione nelle zone di espansione e di lottizzazione per edifici uni-bifamiliari con cubatura non superiore a mille metri quadrati adibiti ad uso residenziale eo uffici. Interventi che permettono un incremento del 20 della cubatura che può raggiungere anche la soglia del 35 nel caso in cui vengano utilizzate fonti di energia rinnovabile e tecniche costruttive della bioedilizia coerentemente con le caratteristiche paesaggistiche e ambientali ed urbanistiche del territorio della Riviera dei Ciclopi. Interventi finalizzati a sostenere la messa in sicurezza e la riduzione del rischio sismico. Vietato qualsiasi intervento nelle zone soggette a rischio idrogeologico (Pai, R4 e R5), nelle aree adiacenti alla strada statale 114 nel tratto compreso tra Cannizzaro e Aci Castello ed in quelle per attrezzature pubbliche e private. Nelle zone agricole, invece, sono consentiti interventi di recupero delle strutture antecedenti alla legge urbanistica del 1967 ed è anche possibile realizzare parcheggi privati interrati.