Sono oltre 280 i beni che, in provincia, lo Stato ha ritenuto trasferibili agli enti locali in base al federalismo demaniale, beni che gli enti potranno valorizzare o vendere per fare cassa. Un folto elenco consultabile anche sul sito dell'Agenzia del demanio e che, oltre a un altissimo numero di fabbricati e terreni, vede inseriti edifici di valore storico, spiagge e chiese, tra cui la cattedrale del capoluogo pontino. Andando con ordine: otto i beni che verranno trasferiti agli enti locali ad Aprilia, tra cui l'ex casa del fascio in piazza Roma, uno a Bassiano, tre a Campodimele, nove a Castelforte, quattordici a Cisterna, uno a Cori, nove a Fondi, tra cui la casermetta e le case per i lavoratori agricoli a Sant'Anastasia, undici a Formia, tra cui l'area a monte della nuova Litoranea, da largo Paone all'omonimo pastificio, cinquanta a Gaeta, tra cui la pineta di Serapo, le ex caserme Cosenz e Gattola, l'ex deposito di carbone Bausan, l'area retrostante il castello Aragonese, l'ex villa Conca, la strada della Montagna Spaccata, e la chiesa di Santa Caterina, dieci a Itri, cinquantasei a Latina, tra cui la chiesa di San Marco, le chiese di Borgo Grappa, Borgo Sabotino, Borgo Podgora e Borgo San Michele, il municipio, la scuola di piazza Dante e le case cantoniere, cinque a Maenza, undici a Minturno, tra cui terreni a Monte d'Argento, due a Monte San Biagio, uno a Norma, sette a Pontinia, tra cui la chiesa, quattro a Ponza, tra cui la strada e il faro della Guardia, cinque a Priverno, uno a Prossedi, uno a Roccasecca dei Volsci, diciotto a Sabaudia, tra cui la chiesa di Borgo San Donato, uno a San Felice Circeo, uno a SS. Cosma e Damiano, quindici a Sermoneta, tra cui la scuola di Doganella, cinque a Sezze, otto a Sonnino, otto a Sperlonga, uno a Spigno Saturnia, undici a Terracina, tra cui una villa, e tre a Ventotene: l'approdo per l'ex penitenziario borbonico di Santo Stefano, il capannone dell'ex colonia dei confinati e l'ex polveriera. Beni che ora si dovrà vedere quali gli enti decideranno di vendere.