VENEZIA È un vero kolossal su Dalì la mostra di Palazzo Grassi, ultima della gestione Fiat che vent'anni fa acquistò lo splendido edificio che s'affaccia sul Canal Grande. Questo tipo di intervento non è più considerato strategico. Ma non ci saranno trasformazioni epocali, non ci sarà un cambiamento di destinazione d'uso. Le azioni della Palazzo Grassi Spa saranno cedute a due società, una bancaria (la Fondazione Venezia) e una comunale (la Casinò) e continuerà, almeno queste sono le intenzioni, l'attività espositiva. Su questo alla vernice di Dalì i vertici di Palazzo Grassi, Cesare Annibaldi e Giuseppe Donegà, sembrano abbastanza tranquilli forse anche perché questa esposizione, che andrà avanti fino al 12 gennaio del prossimo anno (aperta tutti i giorni fino alle 19, esclusi 24,25,31 dicembre e primo gennaio, catalogo Bompiani) sembra un successo annunciato, per il carisma e la popolarità dell'artista e la qualità delle opere presentate. Probabilmente ci saranno piccole polemiche e dibattiti per l'allestimento' che l'architetto Oscar Tusquets Blanca ha volutamente realizzato "surrealista": la mostra comincia dall'ultima opera, La coda di rondine, del 1983, per arrivare lentamente ai primissimi dipinti, eseguiti quando l'artista aveva poco più di 16 anni. Allo stesso tempo le sale sono divise per temi: «Corpi traumatici», «Architetture del sogno», «Amore e morte»... Lettura non facile ma Tusquets difende il suo operato: «Dovevamo trattare l'artista come un classico, come avremmo fatto con il suo tanto ammirato Vermeer e disporre i quadri semplicemente nella sequenza più ortodossa possibile?» ADali, di cui fu buon amico, è sicuro, sarebbe piaciuto questo allestimento acceso anche da una sequenza di televisori sparsi per le sale. Mostrano brevissimi filmati sull'artista. Pronuncia una sola frase che sostituisce la classica scritta che di solito campeggia nelle stanze espositive. E da non perdere la saletta dove viene proiettato integralmente Unchienandalou: Bunuel più Dali.
Un percorso all'incontrario
La mostra di Dalì al Palazzo Grassi a Venezia è stata inaugurata e si aprirà fino al 12 gennaio. L'allestimento è stato realizzato dall'architetto Oscar Tusquets Blanca e presenta le opere dell'artista in sequenza cronologica, dal 1983 al primo dipinto. Le sale sono divise per temi, come Corpi traumatici, Architetture del sogno, Amore e morte. La mostra è stata accolta con entusiasmo e ci saranno piccole polemiche per l'allestimento. La Palazzo Grassi Spa, che gestisce l'edificio, ha deciso di cedere le azioni alla Fondazione Venezia e alla Casinò. La mostra è un successo annunciato e continuerà l'attività espositiva.
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