LUltimo ritrovamento archeologico nel cantiere del SantOrsola serve a delineare limmagine della città ai tempi degli etruschi, quando si chiamava Felsina e poi Bononia. Lincrocio viario, con un grande arteria lunga quasi 20 metri e larga 14, era una sorta di autostrada del tempo. Vie extraurbane fondamentali che collegavano la città a Rimini, da una parte, e a Spina, dallaltra. «E la conferma che lantica Bologna era al centro di una importante realtà politica - spiega il soprintendente Luigi Malnati che ha studiato gli ultimi ritrovamenti insieme a Renata Curina, responsabile degli scavi - . Bologna è lepicentro dellEtruria padana ed è la capitale dei Galli Boi». Una tesi che da tempo gli studi sostengono e che gli scavi degli ultimi anni confermano, delineando il tessuto urbanistico del contesto abitato. Lantica via che si dirama da est e nord-est e che si andava a congiungere con unaltra via diretta più a nord-est, si è mantenuta su questa rotta a lungo, come dimostrano le diverse stratificazioni che si sono sovrapposte. Una prima risalente alla fase etrusca, nel VII secolo a. C., poi ancora una fase del periodo felsineo tra il VI e il V secolo a. C. e quindi unultima fase di rioccupazione gallica. «I resti rinvenuti sono interessanti perché si trovano fuori dalla città romana e fuori dalla città etrusca, ma anche lontani dalle necropoli etrusche conosciute, come dimostrano i resti di occupazione agricola, tra i quali un pozzo, e la vasta pavimentazione in ciottoli della strada». E allo stesso modo non è cambiata la vasta area a ridosso della strada, delimitata da una palizzata di legno. Forse un mercato o forse un area cultuale, appunto. «Poteva essere un luogo di ritrovo di un certo prestigio e non ci sono prove certe che larea avesse un valore cultuale. La sua importanza è dimostrata dal fatto che fu mantenuta durante i secoli - prosegue il soprintendente - . Inoltre a fianco alla strada si è trovato un tumulo con sepolture galliche, una con un corredo integro. Per capire la vera destinazione del luogo occorrerà vedere che cosa emerge dallanalisi dei resti animali, quali specie prevalgono perché a diversi momenti storici corrispondono differenti sacrifici, di buoi o pecore oppure di volatili». Intanto si ripresenta il problema di dove collocare i resti rinvenuti, anche se Malnati e la direttrice dellArcheologico, Paola Giovetti, hanno allacciato una collaborazione per risolvere la questione. «Il tratto della strada meglio conservato sarà recuperato - conclude Malnati - . Sarà fatto un calco in resina e la direzione dellOspedale sta valutando se e come esporlo in loco. Per il resto valuteremo».
BOLOGNA - Quellautostrada etrusco-romana sotto lospedale
Gli scavi del cantiere del SantOrsola a Bologna hanno rivelato un importante ritrovamento archeologico che serve a delineare l'immagine della città ai tempi degli etruschi. La strada, lunga 20 metri e larga 14, era una sorta di autostrada del tempo che collegava la città a Rimini e a Spina. La strada era stata mantenuta su questa rotta a lungo, con diverse stratificazioni che si sono sovrapposte. I resti rinvenuti sono interessanti perché si trovano fuori dalla città romana e etrusca, ma anche lontani dalle necropoli etrusche conosciute. La vasta area a ridosso della strada, delimitata da una palizzata di legno, potrebbe essere stata un mercato o un'area cultuale.
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