Dal Marble di Carrara alle Terme di Roselle: le brutture delle città viste dai sindaci Montecatini e l'hotel Paradiso: demolirlo o recuperarlo? L'albergo Marble, all'uscita del casello di Carrara, finanziato con i soldi di Italia '90, non ancora ultimato. Le terme di Roselle di Grosseto che da anni sono oggetto di sogni e progetti di carta. Il parcheggio pisano sul lungarno Guadalongo che imbratta una visione d'incanto. Sono tre clic sulle brutture edilizie e urbanistiche delle nostre città. A scattarli, questa volta, non sono la macchina fotografica di Oliviero Toscani o la penna sapiente e acuminata del direttore della Scuola Normale Superiore, Salvatore Settis. Questa volta sono i sindaci, spesso messi sotto accusa da comitati anti-ecomostri, da ambientalisti e persino dall'assessore regionale all'urbanistica Anna Marson, ad uscire allo scoperto e ad indicare le brutture delle loro città. Come Toscani e Settis hanno fatto appello al clic democratico e popolare di chi con una macchina fotografica o un telefonino può documentare lo scempio urbanistico e edilizio, così Il Tirreno l'invito lo ha rivolto ad alcuni sindaci. Ecco le loro risposte. Partiamo dagli immobili che da anni languono tra degrado e restauri improbabili. Il sindaco di Livorno Alessandro Cosimi indica ad esempio il silos in cemento armato dietro la stazione marittima che è inutilizzato da quarant'anni: c'è un'ipotesi di trasformarlo in albergo, ma per ora si tratta soltanto di ipotesi, appunto. Da albergo ad albergo. «E' davvero una brutta cartolina per Carrara la vista dell'albergo Marble hotel, all'uscita del casello, nato grazie ai finanziamenti dei mondiali del 1990, ma ancora da finire. E' una struttura da centoventi posti letto. E' un gigante di cemento. E anche di guai giudiziari. C'è gente che è finita in galera. Una brutta storia», racconta il sindaco di Carrara Angelo Zubbani. A proposito di bruttezza estetica e morale. Il sindaco di Montecatini Giuseppe Bellandi indica anche lui un albergo: «L'opera che maggiormente mi crea disagio e malessere è senza dubbio il vecchio hotel Paradiso di Montecatini. Non soltanto per la sua bruttezza ma soprattutto per l'offesa che reca all'intera comunità di Montecatini, in quanto di proprietà a suo tempo della banda della Magliana». «C'è chi vorrebbe demolirlo e ritirarlo su ex-novo - conclude Bellandi - e chi invece recuperarlo per destinarlo a finalità di tipo sociale». Il sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi punta l'obiettivo della sua macchina fotografica sulle terme di Roselle, definite «uno scheletro a perenne memoria della superficialità e delle promesse mancate, anche nei decenni successivi alla sua costruzione: impianti termali enormi con centinaia di stanze di albergo che non hanno mai visto la luce, se non su qualche volenterosa cartina». E' in corso un'opera di recupero e ridefinizione con scuole, centro civico, biblioteche e un calidario tipo quello di Venturina. Occorrono soldi e anni, ma Bonifazi non demorde. Da Grosseto a Castiglione della Pescaia il passo è breve. Il sindaco Monica Faenzi non ha dubbi: «Qui la bruttura è la lottizzazione fatta sulla collina di Santa Maria che domina Castiglione: un complesso che prevede la realizzazione di duecentocinquanta appartamenti e che in tanti hanno definito ecomostro». Per la Faenzi è stata una lunga battaglia che, dopo molti anni, sembra quasi vinta: ora c'è un progetto di mitigazione dell'impatto ambientale con l'obiettivo di schermare quell'«ecomostro» con interventi ad hoc, nuovi alberi e giardini ad esempio. Da lottizzazione a lottizzazione. Se quella di Castiglione della Pescaia è stata definita un «ecomostro», quella di Marina di Castagneto, di fronte al Cavallino matto, non può dirsi tale, spiega il sindaco Fabio Tinti: «Oddio, non è brutta. Però poteva essere meno invasiva...». Non parla di ecomostri il sindaco di Lucca Mauro Favilla, ma indica un preciso luogo da recuperare, che si trova proprio nel cuore della città: «Mi riferisco - spiega Favilla - all'enorme stabile ottocentesco che fino a una decina di anni fa ospitava la ex Manifattura Tabacchi». Da Lucca a Pisa. Il sindaco Marco Filippeschi indica il grande parcheggio sul lungarno Guadalongo: «Utilissimo, ma così, come è ubicato è uno sfregio alla vista del lungarno. Si perde l'incanto di uno scorcio tra i più belli di Pisa», spiega. Il sindaco di Rosignano Marittimo Alessandro Franchi indica piazza della Repubblica a Rosignano Solvay: «Con la recente chiusura dell'adiacente passaggio a livello di fatto si è venuta a creare una frattura fra la parte est e ovest della città», osserva. Il cruccio invece del sindaco di Prato Roberto Cenni è il Bastione delle Forche, lungo il Bisenzio, a due passi da piazza Mercatale, che versa in uno stato di totale abbandono: «Ci stiamo attivando per recuperare i fondi necessari alla sua ristrutturazione che dovrà vederlo trasformato in un luogo di incontri e di mostre». Due distributori automatici che hanno preso il posto di una vecchia edicola in via Giuseppe del Papa, nel corso cittadino, è invece la segnalazione fatta dal sindaco di Empoli Luciana Cappelli. I sindaci di Viareggio Luca Lunardini e di Forte dei Marmi Umberto Buratti indicano fabbricati dismessi. Lunardini l'ex palazzo Telecom, oltre all'area ex Salov, mentre Buratti punta il dito sugli ex fabbricati di Enel e Telecom. (Hanno collaborato Luca di Bonaventura e Gabriele Firmani)
TOSCANA - Vi presento il mio scheletro di cemento
I sindaci di diverse città italiane, tra cui Livorno, Carrara, Montecatini, Grosseto, Castiglione della Pescaia, Lucca, Pisa, Rosignano Marittimo, Prato, Viareggio e Forte dei Marmi, hanno espresso le loro opinioni sulle brutture urbanistiche e edilizie delle loro città. Alcuni hanno indicato immobili in degrado o abbandono, come l'albergo Marble di Carrara, le terme di Roselle di Grosseto o il parcheggio sul lungarno Guadalongo di Pisa. Altri hanno proposto restauri o recupero di questi immobili, come il sindaco di Livorno Alessandro Cosimi, che propone di trasformare il silos dietro la stazione marittima in albergo.
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