Approvazione definitiva in commissione, ora passa in consiglio Approvato definitivamente dalla commissione urbanistica il piano di recupero della Valore sull'ex Cementizia. Il lungo e tormentato iter del progetto è giunto al termine. Spetterà ora al consiglio comunale l'ok definitivo che avverrà forse venerdì, nell'ultima seduta prima delle ferie. Ieri la commissione ha affrontato la serie di osservazioni presentate dai cittadini, votando al termine le contro osservazioni dello staff tecnico. Su una in particolare, i commissari si sono soffermati. Nell'osservazione si faceva presente che il progetto di massima non contiene indicazioni specifiche sulla destinazione d'uso delle parti storiche e di pregio - fornaci e magazzino - e che c'è il rischio che nulla, dopo i lavori e la ristrutturazione, resti a disposizione del pubblico. In effetti il progetto indica che le parti storiche, una volta recuperate, saranno destinate a terziario, quindi uffici, e esclude il commerciale, quindi niente negozi. Ma non c'è nulla di più specifico. Non sono previsti spazi destinati ad auditorium, per esempio, o da poter cedere ai cittadini nel caso di riunioni. Apprezzata l'indicazione del consigliere Pd Matteo Biffoni secondo il quale «se sarà possibile, se l'uso degli spazi che indicherà la Valore sarà compatibile, sarebbe opportuno riuscire a trattare per mantenere a uso pubblico almeno una parte degli edifici storici». Ma sarà tutto da vedere. Il progetto definito, modificato in diverse parti rispetto a quello precedente, prevede la realizzazione del residenziale molto distante dall'area scelta in precedenza. Era una delle questioni aperte e su cui il progetto ha rallentato la corsa: prima gli appartamenti nascevano sul fronte di via Firenze in due edifici di sette piani che bloccavano la visuale della parte storica. Oggi i 40 appartamenti per 300mila metri cubi totali sono arretrati verso la collina e spostati di fianco, in un edificio a forma di "elle" e alto quattro piani. Un'altra differenza, rispetto a prima, riguarda la volontà di recuperare tutti gli edifici esistenti nell'area per i quali prima era prevista la demolizione. Il vecchio forno Marchino sarà destinato a servizi e diviso in sei piani. Stesso intervento poderoso per gli altri forni. All'interno nasceranno un albergo, un ristorante, un piccolo centro congressi. La parte residenziale sarà corredata, invece, da circa un centinaio di parcheggi.