C'erano tutte le tivù del mondo ma non c'era Firenze. Mancava la città, il senso della festa e di orgogliosa appartenenza intorno al David, nel giorno della celebrazione dei 500 anni dell'archetipo della bellezza e dell'arte del Rinascimento. La cerimonia c'è stata, a Palazzo Vecchio: aria di ufficialità con il suono delle chiarine sotto le volte affrescate da Vasari nel Salone de' 500, davanti al pubblico di direttori di musei e funzionari della soprintendenza, storici dell'arte, amministratori, turisti di passaggio e pochi cittadini. Un'occasione mancata, che poteva essere partecipazione più sentita forte e corale affermazione di identità. Invece era assente il sindaco Leonardo Domenici, impegnato in un colloquio a Roma con il ministro del Tesoro, in ferie l'assessore alla cultura Simone Siliani, e assente anche il ministro dei Beni culturali Giuliano Urbani, nonostante il suo ministero avesse promosso la manifestazione. Con tanto di protesta e volantinaggio dei consiglieri Ds, all'ingresso di Palazzo Vecchio «contro Urbani ministro fantasma, indifferente a Firenze e al suo ruolo internazionale». Una denuncia quella dei Ds che si allarga al futuro dei Nuovi Uffizi, «al ministro che non mantiene 1e promesse per l'avvio del progetto della Loggia Isozaki che, se tutto va bene, i fiorentini vedranno forse nel 2010». Così è toccato al vicesindaco Giuseppe Matulli aprire le celebrazioni, e ricordare l'emozione che Firenze provò quel lontano 8 settembre del 1504 quando il gigante di marmo fu mostrato per la prima volta al popolo in Piazza Signoria. Un simbolo di vittoria, il fanciullo biondo che sconfigge Golia, emblema di Firenze, ancora oggi immagine di perfezione che tutto il mondo ammira. Un monito per il presidente della Regione Claudio Martini che ha soltolineato come «l'immagine del David, simbolo di bellezza, armonia e grazia, deve contribuire a restituire serenità e pace contro 1a distruzione e violenza». Il soprintendente del polo museale Antonio Paolucci, ha illustrato la gloria del capolavoro di Michelangelo «scultura spartiacque della storia dell'arte, in cui i moderni hanno vinto gli antichi, primo nudo virile a grandi dimensioni fin dai tempi dei greci e dei romani». L'attrice Lucia Poli ha letto le cronache di Vasari e Landucci dedicate alle «svelamento» del David nel 1504.
I 500 anni del David senza festa né ministro
La celebrazione dei 500 anni dell'archetipo della bellezza e dell'arte del Rinascimento è stata organizzata a Palazzo Vecchio a Firenze, ma senza la presenza del sindaco Leonardo Domenici e del ministro dei Beni culturali Giuliano Urbani. I consiglieri del Partito Democratico hanno protestato contro l'assenza di Urbani e hanno volantinato contro il ministero. Il vicesindaco Giuseppe Matulli ha aperto le celebrazioni e ha ricordato l'emozione provata da Firenze nel 1504 quando il David fu mostrato per la prima volta al popolo. Il soprintendente del polo museale Antonio Paolucci ha illustrato la gloria del David, considerato uno dei capolavori dell'arte.
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