CASTAGNETO. «Si stanno assumendo la responsabilità, in pochi, di sconvolgere il futuro di Castagneto». Così la Sinistra chiosa il suo ultimo intervento sul progetto Fingen per il recupero di Villa Serristori ed ex Club Med. Spc ricorda che sua richiesta «si è discusso in commissione consiliare il verbale conclusivo della Conferenza di servizi». Le valutazioni emerse «confermano tutti i dubbi e le preoccupazioni che (non solo noi), avevamo espresso. La Regione chiede approfondimenti maggiori sul rischio idraulico e dice che non è chiaro come si raggiungerà il 50 di approvvigionamento energetico da fonti rinnovabili». I problemi, riepiloga la Sinistra, riguardano l'acqua (per le nuove case, le piscine...) «Sia la Regione che la Soprintendenza bocciano il modello delle cosiddette "case sparse", chiedendo di utilizzare solo il suolo già occupato, sia per le costruzioni, che per i servizi e le infrastrutture. Addirittura per le aree demaniali chiedono una cartografia precisa e si dicono contrati all'utilizzo edificatorio della zona della Lecceta. I 100.000 m esistenti costituiti da tettoie, dal Teatro all'aperto e dalle vasche del vecchio depuratore non possono essere convertite in superfici residenziali o turistico ricettivo. Il parere dell'Ufficio (Area 5) del Comune di Castagneto coincide in parte con le prescrizioni degli altri enti, ma parla di varianti». Insomma «si fanno varianti (in Comune e in Provincia) solo per consentire altre seconde case». E il gruppo di maggioranza «ha dichiarato di voler arrivare spedito all'approvazione definitiva del progetto».