PROGETTI E ARCHITETTI. Slittano i tempi previsti dalle tabelle di marcia Castel San Pietro, si attende il via per settembre. E per la cupola degli ex Magazzini Generali deve esprimersi ancora la Soprintendenza Prima un museo a Castel San Pietro. Si punta a partire con i lavori entro l'anno, per dire stop al degrado. Poi un auditorium per teatro e congressi agli ex Magazzini generali, da decenni in condizioni fatiscenti. Ma ci vorrà ancora un po' di tempo, per ottenere ulteriori pareri della Soprintendenza. Sono i due grandi progetti in vista delle ristrutturazioni e riconversioni dei due grandi complessi, entrambi di proprietà della Fondazione Cariverona. Divenuta di recente proprietaria anche di Palazzo Forti, che manterrà la Galleria d'arte moderna, tutt'ora di proprietà del Comune. I lavori a Castel San Pietro, venduto quattro anni fa dal Comune a Cariverona per 11 milioni 50mila euro, hanno subìto una slittamento rispetto alla previsione di partire entro la fine dell'anno scorso. A determinarlo, spiegano dalla sede di via Forti, sono state le verifiche archeologiche che hanno portato a ritrovare un'enorme cisterna sotterranea di epoca viscontea, costruita fra XV e XVIII secolo, che comunque verrà resa visitabile. Nei prossimi giorni è prevista una Conferenza dei servizi, finalizzata al rilascio della licenza edilizia, che dovrebbe essere emanata entro settembre. Dopo questo passaggio formale le ruspe potrebbero entrare in azione e in due anni i lavori dovrebbero essere terminati. IL VINCOLO. L'ex fortezza austriaca, costruita fra il 1851 e il 1856 sul colle sopra il Teatro Romano, non è più stata utilizzata dagli anni '70, e da allora versa in condizioni fatiscenti. La Fondazione bancaria scaligera ha già predisposto un progetto, dell'architetto Stefano Gris e costato un milione 600mila euro, per ristrutturare il complesso e farne è una delle ipotesi più probabili un museo della città. Il palazzo sulla Torricelle comunque ha un vincolo di destinazione museale. Ristrutturare il compendio asburgico costerà dai 12 ai 15 milioni, a cui se ne dovrebbero aggiungere tre per recuperare e rimettere in funzione la funicolare, che dall'ex Teatro Laboratorio, a Santo Stefano, porta a Castel San Pietro. I principali interventi riguarderanno il restauro dell'edificio esistente, la cui struttura sarà mantenuta integra, e la costruzione nella parte dietro di una hall di ingresso interrata, oltre appunto alla funicolare. L'intera area esterna al palazzo, cioè piazzale, torri, terrazza centrale, ristorante e sala di lettura, sarà accessibile a tutti. IL POLO. Deve superare ancora qualche ostacolo, invece, con la Soprintendenza, il progetto di recupero degli ex Magazzini generali, proprietà da una quindicina d'anni di Cariverona, che si trasformeranno nel Polo culturale della città. L'architetto ticinese Mario Botta ha già predisposto un progetto, che ruota attorno alla riconversione dell'enorme cupola che conteneva la cella frigorifera, che si trasformerà in un mega auditorium e in teatro per spettacoli e congressi, ma anche per sfilate di moda e mostre d'arte e manifestazioni di pattinaggio sul ghiaccio. Il progetto di Botta prevede anche di creare un grande roseto esterno. L'opera di ripristino dell'ex complesso industriale costerà circa 30 milioni. Il piano di recupero ha già ottenuto il via libera dal ministero dei beni culturali, ma restano da definire alcuni dettagli. Procedono, invece, secondo i tempi prefissati, i lavori di ristrutturazione del Teatro Ristori, pure proprietà della Fondazione Cariverona, situato nella zona fra via Marconi corso Porta Palio.E.G.