LE PIETRE DANNEGGIATE. Già al lavoro la commissione romana inviata da Bondi in città Si indaga sui prestiti e sui depositi tra Museo e Soprintendenza ai Beni archeologici Da Roma a Verona per vederci chiaro. Si stringe la morsa sul caso delle selci del Museo di Storia naturale diventate blu. Ieri mattina una commissione di ispettori del ministero dei Beni e delle attività culturali, guidata dal dirigente Elena Calandra, ha tenuto un vertice alla sede di Verona della Soprintendenza ai beni archeologici, di cui è responsabile Luciano Salzani, proprietaria di parte del materiale del Museo di Storia naturale fra cui le selci preistoriche. La commissione ha preso visione della documentazione relativa al trasferimento del materiale archeologico, fra 2006 e 2009, da Castel San Pietro e poi da Palazzo Gobetti, fra il 2009 e il 2010. Indaga anche su prestiti e depositi fra Museo e Soprintendenza. L'indagine andrebbe però anche a ritroso, ampliandosi ai trasferimenti di reperti dalla sede principale del Museo, Palazzo Pompei, a Castel San Pietro, risalente ai primi anni '90. Il ministero, guidato da Sandro Bondi, è stato investito del caso dalla Soprintendenza ai beni archeologici di Verona, guidata da Vincenzo Tinè, che insieme ai laboratori dell'Università di Padova e di Firenze, allo Spisal dell'Ulss 20 di Verona e al Comune scaligero, proprietario del Museo, sta cercando di venirne a capo. Sinora è emerso che a provocare la pigmentazione blu delle selci è stata una molecola, traghettata da idrocarburi. S'indaga come hanno sollecitato anche 40 studiosi da tutto il mondo anche sul luogo in cui sono state conservate, il magazzino all'ex Arsenale, dove sono depositate anche ossa e ceramiche. In corso indagini anche dei carabinieri del Ris (non si esclude l'ipotesi di sabotaggio dei reperti) e la procura della Repubblica.E.G.
VERONA - Selci blu, gli ispettori del ministero passano al setaccio le collezioni
Una commissione del ministero dei Beni e delle attività culturali ha tenuto un vertice alla sede della Soprintendenza ai beni archeologici di Verona per indagare sui prestiti e sui depositi tra il Museo di Storia naturale e la Soprintendenza. La commissione indaga anche sui trasferimenti di reperti archeologici e sulla pigmentazione blu delle selci del Museo, che è stata causata da una molecola traghettata da idrocarburi. S'indaga anche sul luogo in cui sono state conservate le selci, il magazzino all'ex Arsenale, e sulla possibilità di sabotaggio dei reperti. La Soprintendenza ha richiesto l'intervento del ministero per risolvere il caso.
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