Il progetto definitivo c'è, è stato approvato e prevede un importo minore rispetto alle previsioni iniziali. Se per il recupero edilizioarchitettonico e la rifunzionalizzazione dell'ex Istituto marino di Mortelle erano stati previsti, in un primo momento, 8 milioni di euro, il progetto approvato il 15 luglio scorso dal responsabile unico del procedimento, l'arch. Massimo La Spada, tocca quota 4,8 milioni, di cui 3,7 milioni a base d'asta e la rimanente parte come somme a disposizione dell'Amministrazione. La strada per ottenere i fondi necessari ai lavori di recupero non è semplice e porta dritto all'Europa. Il progetto, infatti, è stato inserito nel Pisu (Piano integrato di sviluppo urbano) "Messina 2020: reti per la solidarietà, ecologia ed innovazione", e nel Pist (Piano integrato di sviluppo territoriale) "Peloritani, terre dei miti e delle bellezze". Entrambi i piani raccolgono una serie di interventi per i quali si chiede lo stanziamento di risorse provenienti dai fondi comunitari Po Fesr 20072013. Entro un mese e mezzo, probabilmente, se ne saprà di più sul successo della "caccia" ai fondi. Nel frattempo il progetto, che ha ottenuto i pareri favorevoli di Asp, Provincia, Soprintendenza ai Beni culturali e Genio Civile, oltre all'attestazione di conformità urbanistica da parte del Comune, viene presentato come un'operazione di "recupero del patrimonio edilizio preesistente e delle aree esterne di pertinenza, con l'obiettivo di attivare servizi socioassistenziali o educativi". Lo hanno redatto l'arch. Amelia Leotta, l'ing. Vincenzo Leotta e l'arch. Giovanni Scipilliti dell'ufficio Programmi complessi di Palazzo Zanca, diretto dall'ing. Giovanni Caminiti, mentre i progettisti delle strutture sono l'ing. Nunzio Santoro, l'ing. Massimo Pistorino e il geologo del Comune Carmelo Gioè. Secondo Palazzo Zanca l'intervento previsto «è coerente con il lascito dell'Opera Pia Istituto marino di Mortelle "Adriana Bosurgi Caneva" a favore del Comune di Messina per perseguire ed assicurare attività benefiche e di assistenza alle fasce disagiate della popolazione». Un vincolo che esiste fin dalla donazione della struttura di Mortelle al Comune. Il progetto di recupero dei padiglioni consiste, nello specifico, nell'adeguamento antisismico della muratura perimetrale, nella nuova distribuzione interna, nell'utilizzo di materiali compatibili con le vecchie strutture, nel mantenimento dell'assetto originario tipologico, architettonico e formale. Rispondono alle finalità sociali che sono imprescindibili, come detto, per qualsiasi attività svolta all'interno dell'istituto, le nuove destinazioni previste per i locali. Si prevede, ad esempio, la realizzazione di un nuovo asilo comunale, ma anche di un laboratorio artigianale. Inoltre parte integrante del progetto sono i lavori di recupero architettonico della vecchia chiesa, della casa del custode e il recupero di un vecchio rudere da adibire ad infopoint per la riserva naturale di Capo Peloro. Nel dettaglio, padiglioni 1 e 2 verranno adibiti a laboratori ed uffici, il 3 e l'8 a turismo sociale, il 5 a sala mensa, bar e cucina. I tempi di realizzazione dell'intero intervento (esecuzione delle opere e collaudo) sono di 36 mesi dal verbale di consegna. Resta da consumare, chiaramente, il passaggio preliminare nonché il più importante: il finanziamento del progetto definitivo coi fondi comunitari. A quel punto il Comune metterà a gara l'appalto e nel giro di tre anni Messina potrebbe avere rimesso a nuovo l'Istituto marino di Mortelle.
MESSINA - Approvato il progetto definitivo per il recupero dell'Istituto marino
Il progetto di recupero dell'ex Istituto marino di Mortelle è stato approvato e prevede un budget di 4,8 milioni di euro, con 3,7 milioni provenienti da un'asta e il resto a disposizione dell'Amministrazione. Il progetto è stato inserito nel Pisu e nel Pist, due piani di sviluppo urbano, e richiede fondi comunitari. Il progetto prevede la realizzazione di nuovi servizi socioassistenziali e educativi, come un asilo comunale e un laboratorio artigianale, nonché la recupero di strutture come la vecchia chiesa e un rudere.
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