Una vergogna. Il giorno del 500 anniversario dello «svelamento» del David - la più famosa opera d'arte del mondo - al tavolo delle Autorità mancava il Sindaco, il primo cittadino, quello che rappresenta la città cui lo stesso capolavoro era stato donato, colui il quale circa un anno fa ne aveva rivendicato la proprietà. Strano modo di agire. Il Sindaco si trovava a Roma, a colloquio col ministro Sinscalco per la finanziaria. Ma questo appuntamento, l'8 settembre 2004, per il primo cittadino di Firenze, era in agenda da...mezzo millennio. Tutti se ne sono accorti, fuorché Domenici, il quale avrebbe potuto anticipare o spostare l'incontro col ministro, considerata l'importanza dell'avvenimento. Anzi, nella piena applicazione della disinformazìa, la polemica sulle assenze eccellenti, è stata artatamente spostata sul ministro per i Beni e le Attività culturali Giuliano Urbani, il quale già da tempo aveva avvertito che non sarebbe intervenuto. Di aver anticipato la notizia della presenza di Urbani, ieri mattina nel Salone dei Cinquecento, se n'è assunto la responsabilità il Soprintendente Antonio Paolucci, il quale ha poi reso noto che lo stesso Urbani gli aveva telefonato, prima di tutto per scusarsi di non essere presente e poi per manifestare il suo orgoglio nei confronti di tutti coloro che hanno lavorato e lavorano attorno al David. Non contenti della «verità rivelata», quelli del gruppo ds di Palazzo Vecchio in un volantino diffuso ieri mattina, hanno definito Urbani «ministro fantasma e inadempiente», evidentemente scordando i concreti impegni assunti per la nascita dei Nuovi Uffizi. Forse avrebbero fatto meglio a telefonare al loro sindaco per ricordargli di leggere l'enciclopedia dell'arte e guardare alla lettera «D», come David.