Solo il vincolo può salvare l'ex centrale del latte disegnata da Di Fausto dalla sciagurata «ristrutturazione innovativa» Mobilitazione Appello lanciato da Acerbo, Antonelli parla di «clamorosa svista collettiva» «Probabilmente per una clamorosa svista collettiva, sull'ex centrale del latte non è mai stato posto o previsto alcun tipo di vincolo, quindi il permesso a costruire rilasciato è un atto legittimo. Resta però l'impegno del governo cittadino a salvaguardare altri edifici del genere, impegno che si sta traducendo in una revisione dello studio redatto negli anni '90 da Bartolini e Salimbene relativo all'apposizione di vincoli sui nostri edifici storici. Ovviamente dovremo far presto e fare bene». L'assessore allo sviluppo del territorio Marcello Antonelli «comprende e condivide le preoccupazioni espresse dal capogruppo di Rifondazione comunista Acerbo», ma non è neppure possibilista perché definisce l'ex centrale del latte di via del Circuito «ormai prossima alla demolizione. Posso solo auspicare un intervento immediato della Sovrintendenza». È davvero inquietante questa «svista collettiva» che ha consentito al Comune di rilasciare il 15 giugno il permesso di costruire lì dove oggi - domani non si sa - sorge un edificio in puro stile del Ventennio. Non un cubo di cemento come tanti che hanno devastato l'identità della città, ma un'espressione architettonica che peraltro porta la firma non di un geometra diplomato alle scuole serali con 35 e due pezze, ma di Florestano Di Fausto: una delle "firme" nobili dell'architettura degli Anni '20 e '30, deputato nella prima legislatura repubblicana, personaggio da conoscere meglio, ma di cui soprattutto va tutelata l'opera, considerando che lo fanno di più e meglio all'estero che non a casa nostra. Nello specifico, l'ex centrale del latte. Dove, secondo qualche lungimirante burocrate o politico che non distingue né il bello né l'utile, è prevista la cosiddetta «ristrutturazione innovativa»; cioè, come specifica Maurizio Acerbo che per primo ha sollevato la questione «il fabbricato storico sarà demolito e al suo posto sarà realizzato un manufatto nuovo, più grande e più alto. Ho chiesto al dirigente comunale competente se poteva sospendere il provvedimento, ma mi ha risposto che a suo parere non ci sono i presupposti giuridici». Come fare, allora? «La strada da percorrere per salvaguardare un'opera di sicuro interesse storico-architettonico è quella dell'intervento della Sovrintendenza», alla quale il consigliere di Rifondazione oggi stesso si rivolgerà con una lettera firmata anche dalla collega del Pd Paola Marcheggiani. «Ho parlato anche con il sindaco - continua Acerbo - chiedendogli di attivarsi in tal senso. Il Codice dei beni culturali prevede la possibilità di apposizione del vincolo da parte della Sovrintendenza. Una richiesta in tal senso è stata inoltrata nel mese di giugno dall'associazione Italia Nostra. Il tempo è poco perché le ruspe potrebbero intervenire nel giro di poco tempo. Bisogna che tutte le istituzioni locali si svegliassero e magari anche i parlamentari si attivino per accelerare l'esame della pratica da parte della Sovrintendenza». Il solo Licio Di Biase, presidente del consiglio comunale, ha finora raccolto l'appello. Per le 11, proprio davanti all'ex centrale del latte, Wwf, Italia Nostra e Comitato abruzzese per il paesaggio hanno programmato una conferenza stampa. Nessuna traccia di tanti altri solitamente pronti a stracciarsi le vesti e montare il can can per alzare il polverone politico. Ci si riempie spesso la bocca di cultura e di identità culturale, poi si confonde ciò che è storico con ciò che è vecchio. Questa è una città piena di "ex": alcuni sono stati riportati a una seconda giovinezza, come l'Aurum di Pomilio disegnato da Michelucci (altro grande interprete della stagione d'oro del primo Novecento), altri lasciati a vegetare in attesa della buona occasione per liberarsene, in sordina, e aggiungere un altro po' di cemento, di vetro e di lustrini alla "città della fuga in avanti". Che troppo spesso dimentica di guardare dietro di sé.
Intervenga subito la Sovrintendenza
L'ex centrale del latte di via del Circuito a Pescara è stata ristrutturata con un permesso di costruire rilasciato dal Comune. L'edificio è stato progettato da Florestano Di Fausto, un architetto del Ventennio. Il governo cittadino ha deciso di salvaguardare altri edifici storici del genere, e un'inchiesta è stata avviata per verificare se il permesso di costruire sia stato rilasciato in modo legittimo. La Sovrintendenza è stata richiesta di apporre il vincolo per proteggere l'edificio. Una conferenza stampa è stata programmata per l'11 davanti all'ex centrale del latte.
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