Controllori e controllati uniti a doppio filo, connivenze, affari opachi: ultimi casi, il blitz contro la 'ndrangheta e Santa Giulia In marzo sono arrivate le prime condanne: una dirigente e un funzionario che prendevano tangenti per facilitare le sepolture In qualche occasione come per lo scandalo pass sono stati gli stessi vigili a denunciare i colleghi ma in molti altri nessuno vede Case, negozi, tombe, posti auto, discoteche: la corruzione e labuso dufficio non risparmiano alcun aspetto della vita e della morte dei milanesi. E se questultima inchiesta della magistratura arriva a toccare uno dei nomi chiave della pubblica amministrazione degli ultimi anni, Rita Amabile, andando anche di poco indietro nel tempo è chiaro come non sia la sola ad essere raggiunta da ben più di uno schizzo di fango. Era il febbraio del 2009 quando un dirigente e una funzionaria del settore servizi cimiteriali del Comune finirono a San Vittore, in coda agli arresti di pochi mesi prima nellinchiesta sul racket delle pompe funebri. Luigi Balladore e Carla Ferrari erano accusati di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione: intascavano mazzette - da 2.500 euro a 20mila a botta - per facilitare le pratiche delle sepolture. A marzo scorso entrambi sono stati condannati in primo grado a 2 anni e 4 mesi e a 3 anni di reclusione. Era ancora il 2009, in luglio, quando unindagine lampo condotta dai vigili, coordinati dalla procura, portò alla denuncia di 16 loro colleghi (4 ufficiali e 12 agenti), ghisa che falsificavano i pass per la sosta sulle strisce gialle e blu, vendendoli a commercianti che li usavano per muoversi agilmente in città senza pagare il ticket. Perché è vero che a volte gli abusi, le illegalità vengono denunciati dallinterno della macchina comunale. Ma è altrettanto vero che, spesso, solo un intervento esterno scoperchia una realtà che era difficile non vedere. Ecco perché parlare di questione morale, come succede in questi giorni, forse non è una esagerazione: lo dimostrano le intercettazioni, quelle telefonate in cui - come fa uno degli arrestati di ieri, Citterio - si coglie il senso di una totale impunità dei comportamenti, la convinzione che chi non sta al gioco è «un rompicoglioni da mettere a posto», un «foruncolo» spuntato dove non batte il sole. A febbraio, quando il consigliere comunale del Pdl Milko Pennisi viene bloccato con la mazzetta appena ricevuta, fioriscono i racconti di chi "sapeva" delle stranezze negli uffici dellUrbanistica. Ma fino a quando un modesto costruttore, Mario Basso, non denunciò la richiesta di una tangente da 10mila euro, nessuno mai sollevò dubbi sulle procedure di uffici e commissioni dove ogni giorno arrivano progetti edilizi che muovono interessi a catena (né si è mai saputo nulla dellindagine interna avviata allindomani). Non maxicantieri, ma la palazzina che ha sempre qualche incaglio tecnico, con qualche "mediatore" che si offre di sbloccare la pratica ungendo gli ingranaggi giusti. Soldi, ma non solo. Ci sono i favori, le cene, le bevute nei locali notturni. Piccole cose, è la lettura al ribasso. Segno, invece, di una consuetudine allillegalità. E ancora una volta, spesso, sono le telefonate e le intercettazioni ambientali a raccontare i rapporti troppo disinvolti di chi ha ruoli pubblici con il sottobosco. Qualche settimana fa, quando Milano si svegliava con decine di arresti di presunti affiliati alla 'ndrangheta, nellimponente ordinanza si leggeva di due persone - uno considerato dagli investigatori un riciclatore di denaro sporco dei clan, laltro un onorevole calabrese del Pdl - dirsi: «Andiamo a trovare Carmelina», riferendosi alla Madaffari, dirigente di Palazzo Marino. Rudy Citterio è in un rapporto di chiara e buona confidenza con Emiliano Bezzon, allora comandante dei vigili urbani, indagato in uno dei filoni dellinchiesta per abuso dufficio. Sempre Citterio - come scrive il gip Turri - la sera esce per cene e dopocene con Draisci, Amabile, Baselli, Pannuti, Broggini, tutti dipendenti di livello medio o alto di Palazzo Marino. Controllori e controllati uniti a doppio filo per il piacere e per quellinteresse che, alla fine, muove tutto. Linteresse a edificare anche dove non si sarebbe dovuto, come racconta linchiesta sulle bonifiche mai fatte a Santa Giulia. Con una corsa allo scaricabarile tra istituzioni per non restare con il cerino in mano. Questione di livelli: dal vigile che si accontenta della cena gratis o dellingresso nel locale alla moda per falsificare un pass, al politico in delirio di onnipotenza che si fa consegnare la mazzetta a due passi da piazza Scala in una pausa del consiglio comunale.
MILANO - Dai cimiteri alle tangenti in piazza la zona grigia di Palazzo Marino
Il blitz contro la 'ndrangheta a Milano ha portato a una serie di arresti, tra cui quelli di due persone che erano in relazione con il dirigente di Palazzo Marino Rita Amabile. L'inchiesta ha rivelato una rete di corruzione e abuso d'ufficio che coinvolgeva anche funzionari e controllori di strada. Tra le accuse, la falsificazione di pass per la sosta sulle strisce gialle e blu, la richiesta di tangenti per facilitare le pratiche delle sepolture e la corruzione in commissione di urbanistica. L'inchiesta ha anche rivelato che alcuni funzionari e controllori di strada erano in relazione con politici e avevano ricevuto favori e cene.
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