Faccia a faccia tra lassessore e gli operatori dello spettacolo. Grispello: "Non si governa coi tagli" «Il momento drammatico non consente di ipotizzare investimenti significativi. Sbloccheremo comunque i fondi per le spese già sostenute nel corso del 2009. A breve pubblicheremo un bando che apre la partecipazione ai contributi europei anche agli enti e alle fondazioni private, finora accessibili soltanto a soggetti pubblici». Davanti a una sala gremita, lassessore regionale alla Cultura Caterina Miraglia non riesce a promettere di più ai tanti operatori dello spettacolo riuniti nella sede dellAgis a piazza del Gesù. E intanto annuncia laccordo tra «la Regione e la Fondazione Donnaregina» che scongiura la chiusura del museo Madre che sarà presentato oggi alla stampa. Lassessore risponde con lausterity agli operatori che chiedono un sostegno in un settore falcidiato dai tagli e che, dopo la scure che si è abbattuta, vogliono risposte. È stato ridotto il Fondo unico per lo spettacolo, tagliati del 40 per cento gli stanziamenti della legge regionale, la riduzione è già operativa per il 2009 e il 2010. In seguito allo sforamento del patto di stabilità, sono state bloccate le erogazioni dei contributi per il 2009, poi il colpo finale con la manovra Tremonti. Una sequenza di provvedimenti negativi che ha messo in ginocchio un settore con 200 milioni di euro di fatturato e circa 12 mila addetti. Per questo gli operatori hanno chiesto un faccia a faccia con la Regione. Ma la situazione attuale non consente promesse rassicuranti. Anzi. La prospettiva più vicina è lausterity. «Prima del 5 agosto cercheremo di convocare le audizioni con gli operatori - interviene Angela Cortese (Pd), segretario della VI Commissione istruzione e cultura - Sono troppi i tagli indiscriminati, la conferenza delle Regioni sta lottando e anche noi sforeremo con la manovra». Critiche non gradite dallassessore Miraglia, che risponde piccata. Assicurati i fondi ordinari già spesi dagli operatori dello spettacolo nel corso del 2009, per il 2010 si tratterà di aspettare ancora. Questo vuol dire, però, mettere un freno a chi sta programmando la prossima stagione teatrale. «È necessaria una rimodulazione delle ripartizioni - anticipa lassessore Miraglia - Ci saranno delle modifiche rispetto agli anni scorsi ma troveremo soluzioni soddisfacenti. La razionalizzazione della spesa si farà coordinando le professionalità e con lintervento dei privati». Si deve attendere fino alla fine dellanno, dunque per fare chiarezza sul futuro. Tempi troppo lunghi, secondo molti operatori. «Siamo in una situazione paradossale - dice Luigi Grispello, presidente dellAgis Campania - cè stato un aumento di spettatori e di spettacoli. Nonostante tutto, cè unipotesi di forte destabilizzazione con ricadute sulloccupazione. Non si governa con i tagli ma siamo disposti a collaborare». «Dobbiamo mantenere le eccellenze - conclude Rosanna Purchia, sovrintendente del teatro San Carlo - con il rigore dei conti ma senza sottrazioni. Ci aiutino le istituzioni».