Le associazioni: "Avevamo avvertito il Comune che i lavori dellAcea potevano far male agli alberi" «Le foglie dei platani più splendidi, più grandi e più antichi sono assalite dai funghi», dice Pratesi. «Si cammina su un tappeto di foglie morte. E dire che quei preziosi patriarchi arborei sono sopravvissuti per secoli: sono gli ultimi esemplari autentici di Platanus orientalis. Bisogna muoversi subito, nella speranza che si riprendano». Dello stesso avviso sono le associazioni, che si erano battute contro il passaggio dellacquedotto Acea dentro un "santuario verde" il cui equilibrio - avvisavano gli esperti - sarebbe stato alterato. Amici di Villa Borghese, Legambiente Lazio e Italia Nostra rilanciano lallarme: "Dal Comune e dalle Sovrintendenze non è stato adottato alcuno dei provvedimenti proposti dallillustre botanico Peter Raven per tutelare quella che è lultima isola urbana di platani orientali secolari in tutta Europa. Già un anno fa era stato consegnato allAssessore allAmbiente un piano di gestione redatto dal massimo botanico vivente per contenere i danni causati dallinqualificabile imposizione di una condotta Acea in un sito protetto da tre leggi internazionali. Si suggeriva anche la necessità di ispezioni ogni tre mesi per individuare segnali di stress o disidratazione, e fornire cure appropriate». Parole cadute nel vuoto.