Sono indagati dalla Procura per interruzione di pubblico servizio e oltraggio Tre sindacalisti della Fials-Cisal denunciati dal sovrintendente del Comunale Marco Tutino sono sotto inchiesta per interruzione di pubblico servizio e oltraggio. E finita in Procura la dura lotta del sindacato autonomo degli orchestrali. Ai primi di luglio, la protesta contro la riforma Bondi del sistema della lirica indusse il maestro Tutino a prendere carta e penna e macchina fotografica. La cosa curiosa, nella denuncia del sovrintendente arrivata sul tavolo del pm Morena Plazzi, sono infatti le fotografie allegate. Vi sono effigiati i tre orchestrali-sindacalisti presi di mira: uno di essi è il delegato interno Giulio Ciofini, laltro il vicesegretario provinciale Alfredo Civili, e infine una violoncellista. Le foto li ritraggono mentre stazionano in posa permanente nei corridoi e negli uffici della sovrintendenza (la direzione) del teatro. «Le fotografie me le ha chieste la Digos», spiega Tutino. Probabilmente è successo dopo che, ad aprile, lassemblea permanente dichiarata dal sindacato oltranzista aveva occupato la direzione e lo stesso ufficio di Tutino, ma era stato impossibile identificare qualcuno dei manifestanti e la segnalazione della Digos (senza una denuncia del sovrintendente) era stata quindi archiviata. «Questa denuncia - spiega Tutino - era doverosa anche per i miei doveri istituzionali: non potevo far finta di nulla. Le mie denunce di quello che succedeva erano state rese pubbliche, non cè nulla di misterioso. Non veniva garantito il lavoro non solo mio, ma del personale di segreteria. Non era garantito il funzionamento della sovrintendenza. Sono stati due mesi di escalation, di intimidazioni: impossibile lavorare in quelle condizioni». Tutino apprezza che la magistratura abbia aperto uninchiesta: «E un atto di garanzia verso tutti. Mi spiacerebbe se emergessero illeciti, meglio se venisse stabilito il contrario, ma stiamo a vedere». Ci sono stati momenti di tensione: «E stato come uno stalking. Insulti a me, al ministro Bondi, ad alcuni membri del Cda, affissione di manifesti con insulti e intimidazioni al personale che spesso si è sentito minacciato, ostacolato nello svolgimento del proprio lavoro, costretto a volte a passare nei corridoi in mezzo ai tanti che protestavano». Mentre il sovrintendente si augura «che tutto si risolva per il meglio», non si placano le polemiche da parte dei sindacalisti contro Tutino, che è anche presidente dellAnfols, lassociazione nazionale delle fondazioni liriche, e considerato dal Fials lispiratore della riforma che porta il nome del ministro Bondi. Il segretario provinciale del Fials Enrico Baldotto parla di «vendetta» e attacca ancora: «Ci aspettavamo qualcosa, visto luomo che Tutino ha dimostrato di essere e visti quali sono stati i nostri rapporti con lui negli ultimi quattro anni. Ciò non toglie che siamo esterrefatti che sia arrivato a tanto. Ci difenderemo. Esistono anche le controquerele, ma dobbiamo decidere il da farsi». (luigi spezia)