È in arrivo altro cemento per 200 mila metri cubi ad Axa e Casalpalocco, in unarea destinata a «verde privato attrezzato» dallultimo Piano regolatore («a pascolo» dal precedente) e sulla quale i nuovi indirizzi urbanistici vorrebbero nuovi immobili per residenze e commerci. «Così, sullultimo verde di Axa e Casalpalocco, tra i villini delle vie Senofane, di Macchia Saponara e dei Pescatori, sorgeranno palazzine di 4, 5 piani», spiega Francesco Longo dal Coordinamento dei cinque Comitati di quartiere che hanno promosso la raccolta di firme contro il cemento e redatto le osservazioni che saranno presentate oggi, «per conto dei residenti», al VI Dipartimento del Comune (Urbanistica). I proprietari dellarea (le società Cogei Italia, Zanzara, Thara, e 9 privati) hanno presentato, insieme con altri (Nuova Florim, Cogei e 2 privati) un programma urbanistico denominato "Piccola Palocco" che prevede la realizzazione di 160 mila metri cubi di edilizia commerciale e residenziale (per 1.200 persone) al posto dei 5 mila previsti (per impianti sportivi e depositi). In unarea adiacente, sorgerà un insediamento denominato "La Pineta" per altri 40 mila metri cubi, complice un progetto di "recupero urbano" nelle aree di Acilia e Dragona. E sul giornalino locale Zeus sono già in vendita gli appartamenti. «Ma perché», chiede Vittorio Salvatore, anche lui del "Coordinamento", «recuperare unarea verde che dava respiro ad ambiente e persone mentre il cemento in arrivo insidierà la qualità della loro vita?». In definitiva, con lo strumento della compensazione, al privato viene concesso il diritto edificatorio nel verde attorniato da 40 mila abitanti. Cosa avrà in cambio il Comune? Terreni periferici a Casal Giudeo nella Tenuta di Decima e a Ponte Fusano a ridosso della Tenuta di Castel Porziano. Ancora Longo: «Ma cosa farne di aree di basso pregio acquisite in cambio di volumetrie che insidieranno la qualità della vita di 40 mila persone tra Axa, Casal Palocco e Madonnetta?» «Abbiamo chiesto laccesso agli atti», aggiunge Salvatore, «ma il Comune ce lha negato». Anche un altro del Coordinamento non si rassegna: «Un insediamento di quelle proporzioni», dice Paolo De Falco, ingegnere, «congestionerebbe il sistema viario già inadeguato, con altri disagi sulla mobilità».