L'Agenzia del territorio ha confrontato le foto aeree con le mappe. In provincia 1.902 abitazioni e 185 villette mai denunciate Individuati nel Veronese gli immobili non denunciati al catasto VERONA Villette sul lago e in città, magazzini, piscine, garage e piccole autorimesse. Ce n'è per tutti i gusti e per ogni necessità. Immobili spuntati come funghi su iniziativa di centinaia di «furbetti», imprenditori e privati, che hanno trasformato fabbriche e abitazioni in modo irregolare. Bastava costruire in tutta fretta, in modo più o meno abusivo, e non dichiarare nulla al catasto. Immobili irregolari Gli ispettori dell'agenzia del territorio hanno confrontato fotografie dall'alto con le mappe catastali, consentendo di recuperare rendite catastali per oltre 5 milioni di euro L'agenzia per il territorio (ministero dell'Economia) ha scoperchiato un imbroglio colossale che coinvolge l'Italia intera. E Verona non è da meno. Per mesi gli ispettori hanno confrontato le mappe catastali con le fotografie aeree, individuando tutte le case «fantasma» disseminate nella provincia scaligera. A Verona le «unità immobiliari urbane» che non risultavano nelle mappature ufficiali sono 6.552. Di queste, 185 sono ville e villette, alcune anche di notevole valore. Le altre abitazioni mai denunciate (meno prestigiose come casette a schiera e appartamenti) scoperte dagli agenti sono 1.902, alle quali si vanno ad aggiungere 1.715 garage e altre 146 strutture ancora in fase di costruzione. E in un territorio come quello veronese, non potevano mancare le fabbriche fantasma: 516 capannoni e addirittura 1.656 magazzini mai dichiarati al catasto. Non si tratta, in gran parte dei casi, di veri e propri abusivismi edilizi. Spesso sono case costruite e realizzate nel rispetto delle regole che però nel corso degli anni hanno subito modifiche, ampliamenti piuttosto che migliorie, che i proprietari si sono «dimenticati» di comunicare al catasto. C'è chi ha aggiunto un paio di stanze alla casa, o la veranda, oppure la piscina in giardino (432 le «altre tipologie» di strutture scoperte), ma anche chi si è costruito l'autorimessa. Le prove in mano agli ispettori dell'agenzia del territorio sono schiaccianti: le fotografie aeree della provincia di Verona sono state scattate con apparecchi capaci di riconoscere un oggetto sul terreno con un margine di errore di appena 50 centimetri. Le immagini sono poi state sovrapposte alle mappe catastali attraverso un software in grado di individuare gli immobili non presenti sulle carte. Nei mesi scorsi la lista delle case fantasma era stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, lasciando quindi al proprietario la possibilità di accatastare la struttura irregolare. Altrimenti, dopo sette mesi, scattava il sopralluogo dell'Agenzia. Molti edifici sono già stati messi in regola dai proprietari, per una rendita catastale emersa di 5 milioni e 176mila euro nella sola provincia di Verona. «Iscrivere le modifiche al catasto è una pratica che prevede l'impiego di tempo e di soldi visto che deve essere eseguita da un professionista, ma è necessaria perché determina anche la classe dell'abitazione in cui si vive», aveva spiegato nelle scorse settimane l'assessore all'Urbanistica Vito Giacinto. In pratica, c'è la possibilità che, di modifica in modifica, una casa normale sia diventata di lusso. «E per le abitazioni di lusso l'Ici va pagato», sottolineano dall'assessorato. E non si tratta solo dell'imposta sugli immobili: nuove metrature significano tasse più salate per i rifiuti, che dipendono dalle dimensioni dell'abitazione, e sull'Irpef. E i Comuni veronesi ringraziano
Ville, piscine, garage e capannoni Scoperte seimila case fantasma
L'Agenzia del Territorio ha confrontato le mappe catastali con le foto aeree per individuare immobili non denunciati al catasto nella provincia di Verona. Sono state scoperte 6.552 unità immobiliari urbane, di cui 185 ville e villette, 1.902 abitazioni, 1.715 garage e 146 strutture in costruzione. Gli immobili non denunciati includono anche fabbriche e magazzini. Le prove sono state trovate grazie a fotografie aeree con un margine di errore di 50 centimetri e a un software che ha individuato gli immobili non presenti sulle carte. Molti proprietari hanno già messo in regola gli edifici, recuperando una rendita catastale di oltre 5 milioni di euro.
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