La Regione chiede al Comune di aprire anche in inverno (l.m.) Dopo Vienna, Como guarda alla Spagna. E brinda nel segno dell'autarchia. La mostra di Rubens, con un ritmo ormai sostenutissimo alla biglietteria - mille ingressi al giorno - è ormai a quota 82mila biglietti staccati. La sesta in assoluto in Italia. E toccherà quasi sicuramente gli 85mila entro domani notte, quando si chiuderà dopo quattro mesi di apertura, con la grande festa di "finissage" come si usa dire in gergo. Sarà così di fatto la mostra di maggior successo organizzata dal Comune dal 2004 a oggi, escluso il boom di Magritte del 2006 che portò a Como 115mila visitatori. Ma dopo Rubens, passato indenne attraverso le forche caudine della politica dopo le polemiche sui bilanci che avevano accompagnato le precedenti rassegne, adesso tutti si domandano «che cosa succederà?». L'assessore alla Cultura di Como, Sergio Gaddi, che è anche il curatore dell'evento barocco insieme con Renate Trnek dell'Accademia di Belle Arti di Vienna (ospite domani sera a Villa Olmo), per ora si gode il successo. Per poche ore ancora, comaschi e turisti potranno godersi 25 capolavori del maestro del Barocco, provenienti dalle collezioni della Gemäldegalerie dell'Accademia di Belle Arti, dal Liechtenstein Museum e dal Kunsthistorisches Museum di Vienna. Oltre a 40 opere di artisti della sua cerchia. Ma Gaddi guarda anche avanti. E si prepara alle prossime tappe del progetto che ha portato a Villa Olmo ben oltre mezzo milione di visitatori dal 2004 a oggi. Qualche incertezza economica a voler essere pignoli c'è: «Il Comune ha stanziato solo 280mila euro - dice - e finora tutti gli sponsor privati hanno pagato. Solo la Fondazione Cariplo, che aveva promesso 50mila euro, pare stia tentennando. Gli sponsor pubblici, e cioè Regione e Provincia, hanno invece i loro tempi tecnici, ma pagheranno». Quel che conta però è il «modello virtuoso che è stato messo in atto a Villa Olmo». precisa Gaddi. «Possiamo contare - spiega - su una forma di autofinanziamento molto solida. Abbiamo una struttura splendida come Villa Olmo, che potrebbe diventare un centro europeo con i fondi dell'Expo 2015. Lo so, ci saranno le elezioni comunali nel 2012. Ma se tutti si rendessero conto di quanto la storica dimora può generare in termini di indotto, potremmo ottenere più facilmente i pochi milioni necessari a raddoppiarne la capienza. Con un restauro dei piani superiori che è di fatto solo un adeguamento degli impianti. Non sono cifre stratosferiche, se pensiamo a quanto, per esempio, è costato il Museo Maxxi di Roma. E l'indotto legato a questi eventi è un valore irrinunciabile per la città. I numeri confermano che si tratta di iniziative vincenti. Solo con la biglietteria e le royalties del bookshop possiamo contare su 700mila euro di incassi. Non male, tenendo conto che il budget complessivo di Rubens è di un milione e mezzo. So di mostre anche blasonate che non riescono, con queste forme di sostentamento autonome, ad arrivare al 20 del totale. Mi sembra una strada virtuosa su cui insistere, e peraltro opportuna in questo momento di tagli alla cultura con cui dobbiamo fare i conti. E con cui non sono d'accordo. Comunque, più vedo altre strutture e altre esperienze analoghe alla nostra in giro per l'Italia e più mi convinco che il "modello Como", con progettazione e gestione interne, è la strada che tutti dovrebbero sperimentare». E per il futuro? Il sindaco Stefano Bruni l'aveva incalzata prospettando addirittura di biennalizzare gli eventi di Villa Olmo, in caso di eccessive difficoltà economiche. «Per il "fund raising", da quest'anno contiamo su una società milanese che ci ha garantito l'arrivo di sponsor altolocati. E, novità assoluta che ci fa sperare più che bene per l'anno prossimo e quelli a venire, si sono già fatti avanti altri investitori di area milanese che si sono detti sin d'ora pronti a sostenere l'evento del 2011, quale che sia», dice Gaddi. Appunto. Siamo entrati nell'ottavo anno di attività per le grandi mostre. Non sarebbe il caso di arrivare a una pianificazione più strutturata, anche per agevolare gli operatori turistici nella promozione di Villa Olmo e dei suoi contenuti? Riuscirete ad arrivare per tempo al progetto esecutivo evitando la "zona Cesarini"? «Entro Natale è plausibile che possa presentare un nuovo progetto alla giunta di Como», prospetta Gaddi. E con quali contenuti? L'assessore-curatore non si sbilancia ma ammette: «Dopo Vienna, voglio aggredire il Museo del Prado. Strada difficile, me ne rendo conto, ma voglio arrivarci sulla scia dell'entusiasmo. Sono ormai otto anni che lavoriamo senza sosta. Le tesi sul nostro modello di mostre "fatte in casa", senza l'apporto di agenzie esterne, ormai non si contano». Dal Prado potrebbe venire a Como una mostra su José de Ribera, pittore spagnolo tra i massimi protagonisti dell'arte europea del XVII secolo. Ma Gaddi è ormai abituato a lavorare su più progetti aperti in contemporanea. Il "totomostre" per il 2011, con la chiusura in grande stile di Rubens prevista per domani sera, è già di fatto aperto. Di recente è volato a San Pietroburgo, dove ha incontrato i responsabili di vari musei per porre o consolidare le basi in vista di future collaborazioni operative. Altre ipotesi per il 2011? Più sicuro della Russia e del Prado è, già per il prossimo marzo, un percorso espositivo dedicato a Van Gogh, che l'assessore alla Cultura sperimenta incalzando vari consoli di Paesi che ospitano le sue opere, e che ha invitato di recente a visitare Villa Olmo e la mostra rubensiana. «Un altro fronte di attenzione sensibile - anticipa - è pure quello italiano. L'anno scorso eravamo arrivati a due passi dal realizzare un evento dedicato al pittore Giovanni Boldini. Ed è sempre aperta l'ipotesi dell'omaggio a Giovanni Fattori e ai Macchiaioli». Una serie di progetti che dovrà fare i conti anche con le richieste del neoassessore alla Cultura del Pirellone, Massimo Buscemi: preme perché a Villa Olmo si tengano addirittura due grandi mostre l'anno, una in estate e una in inverno, e ha già presentato a Gaddi un piano per una mostra del maestro italiano Mimmo Rotella, celebre per i suoi collages. Intanto Rubens ha dato anche una "svegliata" ai dormienti musei cittadini. Da marzo a luglio 2009 Pinacoteca, Museo Storico e Archeologico e Tempio Voltiano erano stati visitati da appena 14.100 persone. Con la formula del biglietto integrato che consente al visitatore di Rubens accesso gratis e illimitato alle strutture comunali e al Museo della Seta, siamo arrivati a 18.200. Molta strada resta da fare per la promozione delle collezioni permanenti, ma è già qualcosa. «L'incremento notevolissimo, quasi il 30, dimostra - dice Gaddi - che l'integrazione delle strutture, da ribadire, funziona quando parte da Villa Olmo, che resta l'attrattore principale». Intanto Rubens a Como non muore: la mostra resterà documentata dal sito ufficiale www.grandimostrecomo.it, forte finora di 250mila pagine consultate, quasi mille visitatori al giorno e 700 iscritti alla newsletter.