Il presidente dell'Enit a Viareggio spiega come attrarre sempre più presenze straniere «E poi gli operatori devono ritrovare sorriso e cortesia» Avendo curato gli interessi della maison Valentino (passata al gruppo di famiglia), sa cos'è il made in Italy. Ma per lui, Matteo Marzotto presidente dell'Enit, il massimo del lusso per un turista straniero è godere del paesaggio italiano. E così si scaglia contro la cementificazione dell'Italia, citando la costruzione di tre nuovi hotel a Cortina d'Ampezzo. «A cosa servono? Per farli diventare dei residence? Ho protestato col sindaco». Il rampollo di una dinastia tessile attiva dal 1830, è passato da Viareggio per incontrare sindaci ed operatori turistici. Lui presiede l'ente che deve promuovere il nostro turismo all'estero, ma soprattutto - con discreto garbo - cerca di sostenere il nostro marchio. «L'Italia ha un'immagine forte nel campo del lifestyle, ovvero nel modo di vivere, molto apprezzato all'estero. Lo stesso vale per la Toscana, ma anche per la Versilia. E' un brand forte che ha larga visibilità nel mondo. Non dobbiamo dimenticarlo. Il nostro turismo genera un saldo valutario attivo di 29 miliardi di euro, mentre il fatturato complessivo dell'Italia, se in questo calcolo mettiamo anche chi dorme in hotel per lavoro, raggiunge la stratosferica cifra di 149 miliardi di euro. Quindi le critiche sono giuste, ma non tutto in Italia deve diventare polemica». Così non accade nemmeno a Viareggio. E Marzotto viene investito dall'attacco dei balneari versiliesi che per ben due volte gli chiedono un parere sulla celebre direttiva Bolkestein che manderà all'asta le concessioni demaniali. Un iattura per i balneari che da 100 anni hanno il rinnovo automatico. «Non posso dare una risposta - ha ribadito - perché non sono un politico e il mio unico ruolo è quello di promovuore il turismo italiano. Certo il nostro turismo è fatto da 8500 chilometri di costa e 32mila imprese balneari, quindi ha un peso enorme. Ma ripeto un parere sulla Bolkestein ve lo posso dare da imprenditore ad imprenditori davanti ad un caffè. Non da presidente dell'Enit». Anche su altri argomenti critici del nostro turismo Marzotto non replica: dai prezzi alla fuga di intere categorie di turisti, a partire dai tedeschi. «Credo che sia giusto rincorrere paesi che tradizionalmente erano i migliori mercati, penso appunto ai tedeschi. Ma dobbamo pensare ai mercati emergenti: Cina, India, tutti paesi dell'Est. Realtà che ancora 15-20 anni non esistevano e che dobbiamo invece far diventare nostri abituali frequentatori». Marzotto denuncia anche la difficoltà italiana di accogliere con efficienza due tipi di turisti. «Non siamo attrezzati né per i portatori di handicap né per le famiglie. Nel primo caso è anche questione di civiltà». Non parla di prezzi Marzotto, ma di sorriso. Della necessità «che tutti ritroviamo la cortesia verso i turisti».
VIAREGGIO. Marzotto: primo, stop alla cementificazione
Il presidente dell'Enit, Matteo Marzotto, ha spiegato come l'Italia possa attrarre sempre più turisti stranieri. Secondo di lui, il massimo del lusso per un turista è godere del paesaggio italiano. Ha criticato la cementificazione dell'Italia e ha citato l'esempio della costruzione di tre nuovi hotel a Cortina d'Ampezzo. Marzotto ha anche sottolineato l'importanza del "made in Italy" e ha menzionato la Toscana e la Versilia come esempi di brand forti nel campo del lifestyle. Ha ribadito che il suo ruolo è quello di promuovere il turismo italiano e non di prendere decisioni politiche.
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