Preoccupazione anche per le ricerche che Bp avvierà al largo delle coste libiche La Regione prova a bloccare le trivellazioni nel Canale di Sicilia, in particolare a ridosso di Sciacca, dove il ministero dello Sviluppo economico aveva dato un prima via libera a tre impianti per lestrazione di metano a società satellite dellEni. La giunta regionale ha approvato una delibera nella quale esprime «la netta contrarietà al rilascio di permessi di ricerca nel territorio della Regione». Ieri lassessore al Territorio, Roberto Di Mauro, ha presentato la delibera al ministero dello Sviluppo economico, dove era in corso la riunione per dare il via libera alla valutazione dimpatto ambientale a tre piattaforme e tre pozzi di metano nel Canale di Sicilia. Intanto mega-compagnie internazionali, come la Bp, protagonista del disastro ambientale nel Golfo del Messico, hanno avuto via libera dalla Libia per avviare trivellazioni in mare ed estrarre petrolio a 500 chilometri dalla Sicilia: «Un fatto gravissimo», dice il senatore trapanese Nino DAlì. Il governo Lombardo prova però a bloccare almeno le ricerche a ridosso delle coste siciliane. «Cè un no secco della Regione alla realizzazione di questi progetti dellEni - dice Di Mauro - In una regione come la Sicilia per la quale il mare rappresenta una delle attrattive turistiche fondamentali, è ragionevole considerare che linstallazione di numerose piattaforme off-shore, con il conseguente impatto paesaggistico sullorizzonte marino e le potenziali ricadute in termini di inquinamento da fuoriuscite di gas metano, porterebbero benefici praticamente nulli per la collettività e per il comparto dellindustria, della pesca e del terziario turistico avanzato, mentre altissimi potrebbero risultare i potenziali costi relativi alla sostenibilità ambientale». Dopo lo stop alla Panther Oil per trivellazioni nel Val di Noto, adesso la Regione cerca di bloccare quelle in mare. «Durante la riunione al ministero - incalza Di Mauro - nessuno mi ha dato elementi sui rischi, e a nostro parere non ci sono giacimenti tali da giustificare questo tipo dinvestimenti. Nei prossimi giorni mi incontrerò con i tecnici della Regione per studiare nuove iniziative da intraprendere». Intanto però a 500 chilometri di distanza dalle coste siciliane, nel mare della Libia, la British Petroleum - messa alla gogna negli Stati Uniti per la gigantesca chiazza che infesta dallo scorso aprile le acque del Golfo del Messico - comincerà presto nuove perforazioni. La notizia, anticipata dal Financial Times, è stata confermata ieri da un portavoce della compagnia britannica. Mentre la Regione si oppone a nuove trivellazioni nel Canale di Sicilia, Bp conferma lapertura di pozzi. «È necessaria unimmediata moratoria alle trivellazioni per evitare che il Mediterraneo rischi un disastro ambientale come quello del Golfo del Messico», dice il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli. a. fras.