Dietro il paravento dei dehors, il decoro dell'intera città. Dopo il forum ospitato mercoledì dal Corriere Fiorentino, l'impressione è che la partita dei dehors sia ancora aperta, e in palio ci sia l'immagine di tutto il centro storico. Così, sembra che Palazzo Vecchio veda nel bando indetto per i nuovi spazi esterni dei locali, il primo antidoto al degrado. Dal concorso, nei prossimi mesi, dovrà uscire un concept che risponda ad alcune esigenze base: integrazione con l'ambiente, flessibilità, accessibilità e una serie di servizi offerti ai clienti. Il dialogo avviato da un editoriale del critico d'arte Sergio Risaliti, cui avevano risposto, prima il presidente dell'Ordine degli architetti di Firenze, Antonio Bugatti, poi il vicesindaco Dario Nardella, si è trasformato in un dibattito vivace, moderato dal direttore del Corriere Fiorentino Paolo Ermini. A confronto anche le associazioni di categoria: Daniele Locchi per Confcommercio, Uliano Ragionieri di Confesercenti, Riccardo Roselli di Cna.Com e Alessandro Vittorio Sorani in rappresentanza di Confartigianato Imprese. «Viene da chiedersi se il Re sia nudo o mal vestito ha detto Risaliti Sicuramente si è superato il livello di guardia per il decoro del suolo pubblico. Le piazze sono anche sale museali a cielo aperto». Se le associazioni sono unanimi nel dirsi disponibili al confronto, ognuna pone dei distinguo: «Ci preoccupa sapere cosa succederà dopo il bando» ha detto Sorani, temendo nuove inversioni di rotta che porterebbero i commercianti a nuove spese. Locchi invece ravvisa un clima da «cacciata dei mercanti dal tempio» e rifiuta, in quella che è stata definita una situazione da far west, il ruolo del bandito. Per Confesercenti le aziende hanno chiesto e ottenuto dei permessi regolarmente rilasciati secondo regole che ci sono e vengono fatte rispettare spesso in modo rigido e parziale. È Riccardo Roselli di Cna.Com a chiedere certezze «Le imprese non possono vivere nell'incertezza, suscettibili al cambio delle amministrazioni». E se l'Ordine degli Architetti saluta con interesse il concorso, Antonio Bugatti chiede chiarimenti su qualche criticità burocratica nel testo del bando: «Abbiamo difficoltà a dare risposte ai nostri iscritti». In sala, tra gli altri, lo storico Franco Camarlinghi, il preside della Scuola di Scienze Aziendali Piero Baldesi e Pino Brugellis, direttore dell'Osservatorio per l'architettura, che è intervenuto nel dibattito richiamando le categorie a una partecipazione più virtuosa alla vita della città: «La contrapposizione tra estetica ed economia è assurda ha detto in passato le corporazioni hanno contribuito a creare Firenze». Ma Nardella ha risposto: «Ci vuole un uso etico dello spazio pubblico». In piazza Duomo Uno dei dehors al centro del dibattito sull'estetica del centro storico pagina a cura di EDOARDO LUSENA