A Palazzo San Gervaso ciclo di mostre fino al 2014 Grazie a lui, Palazzo San Gervasio fu una delle prime ville lumiere del Sud postunitario. Quando infatti Camillo D'Errico divenne sindaco del piccolo centro lucano, in provincia di Potenza, non solo si adoperò per portarvi la corrente elettrica ma costruì anche un cimitero e una biblioteca comunale. E, non contento, alla sua morte, donò ai concittadini il palazzo avito affinché venisse trasformato in una Pinacoteca e in una biblioteca per alloggiarvi oltre 300 dipinti, tra il XVII e il XVIII secolo, 500 stampe e 8000 volumi. Francesco Solimena, «Zeusi dipinge Venere prendendo a modello le fanciulle di Crotone»; nel tondo, pittore del XVII secolo, «Venere e Adone» E così è stato, anche se molti anni sono passati per arrivare oggi sia al restauro della ottocentesca dimora sia alla realizzazione di un ciclo di mostre, spalmate fino al 2014, che organizzano secondo diversi itinerari tematici, tutta la collezione. Si comincia con «Tra Mito e Storia. Protagonisti e Racconti», un'esposizione che attraversa lo straordinario patrimonio recuperando il filone mitologico, con eroi ed eroine, amori e passioni prelevati dal mondo greco e latino, Bacco, Arianna, Apollo, Dafne, Galatea, Lucrezia, Archimede, Cleopatra, Cesare, Scipione, calati nelle languide atmosfere barocche o asciugati in austeri climi neoclassici. Trentotto dipinti, firmati da maestri come Francesco Solimena, Francesco De Mura, Domenico Antonio Carella o da allievi, di cui sono stati precisati più rigorosamente nomi e ambiti, e che aiutano a restituire la complessa vicenda intellettuale di D'Errico. Collezionista e mecenate, educò un gusto laicamente orientato che lo portava a predisporre arditi accostamenti tra soggetti mitologici e sacri con inserti di paesaggi e vedute. Insomma a definire una eclettica quadreria che, come si registra da cartoline d'epoca, aveva un epicentro nella sala principale dove campeggiavano il «Trionfo di Bacco» e «Goffredo di Buglione ferito sotto le mura di Gerusalemme», ambedue inserite in mostra. Introducono il percorso, governato da un criterio cronologico, i ritratti di Agostino, Vincenzo e Camillo D'Errico e la celebre «Natura in posa. Frutta e verdura con fioriera e colomba in volo» di Luca Forte (già inserita nella storica esposizione sulla «Civiltà del Seicento a Napoli» del 1985 e rientrata dalla recente mostra «Ritorno al barocco» di Villa Pignatelli a Napoli) di cui si gode il realismo fiammingo dei particolari, la nitidezza luministica e il ridondante repertorio di varietà vegetali e floreali. Il progetto espositivo, ideato da Fabrizio Vona, curato della Soprintendenza Bsae della Basilicata, con il coordinamento scientifico di Elisa Acanfora (Università degli studi della Basilicata) e di Lucio Galante (Università degli studi del Salento), prevede cinque tappe. Cinque filoni narrativi intorno cui coagulare la collezione per l'occasione studiata, restaurata, scientificamente aggiornata e inclusa in un catalogo generale edito da Mazzotta. Dopo storia e mitologia, seguiranno, dunque, pittura di genere, paesaggi e vedute, nature morte e ritratti, nell'ottica di una valorizzazione di questo singolare patrimonio, in parte disseminato in edifici pubblici e in enti lucani. Del resto, la collezione D'Errico si configura come una delle più doviziose nell'Italia meridionale, sicuramente la più rilevante in Basilicata. Ragguardevoli sul piano della qualità, i dipinti nel complesso compongono un repertorio utilissimo per lo studio della cultura artistica del meridione d'Italia nel suo fecondo passaggio dagli echi caravaggeschi e dal gusto realista del Seicento ai rigurgiti tardo barocchi o già efficacemente rococò del Settecento.
La Pinacoteca di Palazzo . Lucania preziosa: una Pinacoteca nel profondo Sud
Il Palazzo San Gervaso di Potenza ospita una pinacoteca e una biblioteca, donate da Camillo D'Errico, che fu sindaco del comune e mecenate. La collezione comprende oltre 300 dipinti, 500 stampe e 8000 volumi, tra cui opere di Francesco Solimena e Zeusi. Un ciclo di mostre, organizzato fino al 2014, esamina la collezione tematicamente, con cinque tappe: mitologia, pittura di genere, paesaggi e vedute, nature morte e ritratti. La collezione è considerata una delle più ricche e rilevanti in Basilicata, con opere di alta qualità che rappresentano la cultura artistica del meridione d'Italia nel Seicento e Settecento.
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Bene culturale
Luogo