PESCHIERA. Domani mattina è previsto un incontro della Commissione per la sistemazione dell'intero centro storico Il consigliere Tomezzoli scrive al sindaco: «Il riordino serve ma toccando beni demaniali si rischiano anche effetti legali» Rinviare l'abbattimento degli alberi in piazza Ferdinando di Savoia (più nota come piazza d'Armi) antistanti il tratto di mura esterne dell'ex caserma «La Rocca» annunciato mesi fa dall'amministrazione comunale e approvato il 9 giugno scorso dalla commissione edilizia: è la richiesta contenuta nella letterainterrogazione protocollata dal consigliere di opposizione Giacomo Tomezzoli e indirizzata al sindaco Umberto Chincarini, agli assessori Eva Di Lorenzo e Walter Montresor, ai tecnici degli uffici edilizia privata e urbanistica, edilizia pubblica, ecologia e alla commissione edilizia del Comune di Peschiera del Garda, al ministero per i Beni e le attività culturali, alla Soprintendenza per i beni architettonici e il paesaggio di Verona. «Domani è in programma un incontro della Commissione per la riqualificazione del centro storico», spiega il consigliere. «I pareri della Soprintendenza e del Corpo forestale dello Stato consentono all'amministrazione di procedere con la decisione presa e che rientra in questo più ampio progetto di riqualificazione della piazza e del centro storico. Ciò non di meno sull'abbattimento ci sono opinioni contrastanti e sono convinto che sarebbe più giusto rinviarlo a dopo il concorso di idee in programma e che ha come obiettivo proprio la riqualificazione della piazza: così si permetterà ai progettisti di lavorare sull'attuale assetto della piazza; potrebbero emergere soluzioni alternative per la sistemazione di questa parte di patrimonio arboreo che il Comune dovrebbe chiedere ai tecnici progettisti di tutelare. E se non è possibile la loro salvaguardia "in loco" si preveda almeno una ripiantumazione in altro luogo». Nel documento protocollato Tomezzoli illustra le motivazioni a sostegno della richiesta di rinvio dell'intervento «che dovrebbe, tra le altre cose, riqualificare e valorizzare il prospetto e le mura esterne dell'ex caserma "La Rocca"». «Pur constatando», scrive il consigliere, «la necessità di un riordino del verde pubblico in quella parte della piazza, non è certo attraverso l'indiscriminato abbattimento di tutte le alberature presenti che si raggiunge l'ipotizzata valorizzazione delle mura esterne dell'ex caserma, il cui stato di conservazione è, oggi, tutt'altro che soddisfacente: a livello dell'intonaco esterno, ampie lacune, fessurazioni, macchie di umidità e aree sottoposte ad attacchi biologici pongono in risalto lo stato di degrado e abbandono del manufatto. Le alberature lungo il prospetto favoriscono, almeno parzialmente, una mimetizzazione di tale degrado e non impediscono eventuali interventi di restauro». Tomezzoli ricorda quindi che tra le piante oggetto dell'abbattimento «sono presenti alcuni esemplari di cipresso sempreverde ad alto fusto, di grande pregio: il cipresso è infatti un albero tradizionalmente presente nei centri storici e nei parchi delle città, sia per l'eccellente stabilità e resistenza del suo fusto anche in caso di forti eventi atmosferici, sia per le caratteristiche delle sue radici che, penetrando in profondità nel terreno senza estendersi in orizzontale, lo rendono adatto a essere piantumato accanto agli edifici, lungo percorsi lastricati e vicino a rovine archeologiche». L'ultima annotazione di Tomezzoli è sull'aspetto procedurale di un intervento su un'area «di proprietà demaniale: l'abbattimento delle piante proposto si configura, quindi, in assenza del benestare dell'Agenzia del Demanio, come atto non privo di eventuali conseguenza anche dal punto di vista legale».