Una grande villa romana con mosaici, una strada e una necropoli, un complesso ben conservato che rischia di finire sotto la più classica delle colate di cemento. Succede fra l'Ardeatina e la Laurentina, dove i resti romani sono venuti alla luce durante i lavori di scavo di un grande complesso edilizio, l'I-60. L'idea iniziale era quella di preservare il complesso, per farne un'area di esposizione: «La valorizzazione ben studiata di aree archeologiche in questi contesti lega la città storica alle nuove periferie, creando una continuità culturale e un legame più intenso con il territorio, spogliando le aree cittadine periferiche dalla sensazione che queste siano solo anonimi dormitori e offrendo ai cittadini zone di socializzazione alternative agli inevitabili centri commerciali», avevano scritto gli archeologi nelle loro relazioni. «È un luogo molto bello, grande e ben conservato racconta Alessandro Lisci, il fotografo contattato dal locale comitato di cittadini per riprendere le immagini del sito . Varrebbe la pena di renderlo visitabile per tutti». Pare però che la Soprintendenza archeologica di Roma non abbia i fondi per salvare la villa e gli altri resti: il destino dell'eventuale piccolo parco archeologico sarebbe segnato. Tutto sarebbe ricoperto e di fatto perduto fra i palazzoni che stanno per nascere intorno. Ma i cittadini della zona non si rassegnano. Hanno dato vita a un coordinamento e chiedono di fare dell'area appena scoperta un sito archeologico. E sono decisi a non abbandonare la battaglia appena iniziata.