Rinfrescarsi tra quadri e sculture. Negli spazi espositivi della città è in funzione l'aria condizionata. Allora perché, nelle giornate più afose dell'estate, non fare una sosta tra le opere d'arte delle grandi mostre ancora aperte? Ecco una panoramica di quelle che vale la pena visitare. Si comincia dai Musei Capitolini, dove prosegue fino al 5 settembre una delle mostre che quest'anno ha avuto più successo, «L'età della conquista», con un centinaio di statue che illustrano il periodo dalla seconda guerra punica fino a Giulio Cesare, periodo in cui Roma espande il proprio controllo su tutto il Mediterraneo e, nell'arte, passa da un linguaggio figurativo ancora di tipo arcaico al trionfo di quello ellenistico. Chi ama il classico non può mancare il nuovo allestimento degli affreschi della Villa della Farnesina, curato a Palazzo Massimo da Rita Paris, dove un sistema di illuminazione all'avanguardia permette di ammirare al meglio i colori con cui gli artisti di duemila anni fa impreziosirono le pareti di una residenza imperiale d'oltretevere. Nella Sala Gipsoteca del Complesso del Vittoriano ( ingresso Ara Coeli) si possono vedere fino al 12 settembre alcuni dei tesori archeologici provenienti dagli scavi clandestini e dai traffici internazionali dei predatori dell'arte e recuperati dalla guardia di finanza: si va dai gioielli alle anfore in ceramica attica a figure nere, dalle sculture ai candelabri monumentali. Infine nel museo nazionale romano della Crypta Balbi, nella mostra «Invito a tavola» aperta fino al 26 dicembre, sono esposte le ceramiche recuperate durante gli scavi compiuti nel complesso archeologico di via delle Botteghe Oscure, con piatti e brocche che raccontano la vita quotidiana a Roma dall'alto medioevo fino al Settecento. Per passare a secoli più vicini ci si sposta a Palazzo Venezia, dove è in corso fino 5 settembre l'esposizione dedicata alla «Forma del Rinascimento», con opere di Donatello, Andrea Bregno e Michelangelo. O meglio ancora a Villa d'Este, Tivoli, dove si possono abbinare due piaceri: quello di fare una passeggiata al fresco tra fontane, ninfei, grotte e giochi d'acqua dei giardini barocchi e quello di ammirare la bella raccolta di dipinti di Mario de' Fiori, esposti nelle sale della Villa fino al 31 ottobre. Si tratta di una sessantina di opere, tra le quali alcune inedite o poco note, del più grande e prolifico pittore naturalista romano del Seicento e dei suoi seguaci. Qui i petali degli artisti «fioranti» intrecciano un suggestivo dialogo con i fiori dei giardini che si intravedono dalle finestre. Chi volesse invece fare un salto nella Roma di centocinquant'anni fa, trova al Museo di Roma in Trastevere gli acquerelli di Roesler Franz, un centinaio di fogli che documentano squarci di vita quotidiana di una città che a seguito della proclamazione a capitale d'Italia mutava rapidamente aspetto. Uno sguardo infine, all'arte contemporanea. Al Maxxi resta aperta fino alla fine di agosto la retrospettiva su Gino De Dominicis, che tra gli anni Sessanta e Settanta del '900 proponeva i temi eterni della vita e della morte con scheletri giganteschi e «mozzarelle in carrozza» (la carrozza è originale dell'Ottocento). Al Complesso del Vittoriano, fino al 5 settembre, si può visitare la bella rassegna di fotografie di Nino Migliori, scattate nell'Italia povera e felice dell'immediato dopoguerra. Al Museo dell'Ara Pacis, fino al 19 settembre, è aperta la mostra di Tullio Pericoli, intitolata «Lineamenti. Volto e paesaggio», dove l'artista presenta i dipinti a olio che raffigurano i visi degli amici e le vedute aeree della campagna marchigiana, sua terra d'origine.