Ex sindaco di Ercolano Caro direttore, rincresce ed è giusto rilevare che a 40 anni di distanza dalla sua realizzazione l'edificio destinato ad antiquarium non svolga ancora la funzione per cui era stato realizzato e per cui sono stati spesi ingenti fondi pubblici. Sicuramente il sito archeologico di Ercolano verrebbe ulteriormente valorizzato da un'esposizione in loco di parte dei ritrovamenti. Bisognerà, quindi, adoperarsi con maggior lena per realizzare l'obiettivo. Ma sarebbe un errore ricavare da questo aspetto una immagine compiuta dell'attuale condizione degli scavi di Ercolano («abbandonati al degrado») che non risponde al vero, visti gli eccezionali risultati sul piano della conservazione e della valorizzazione del sito, ottenuti grazie a un innovativo contratto di sponsorizzazione che dal 2004 coinvolge il Packard Humanities Institute e la British School at Rome: si tratta di una delle più importanti collaborazioni fra enti pubblici e privati per un sito archeologico mai realizzate al mondo, l'Herculaneum Conservation Project (Hcp), che ha meritato da parte della comunità scientifica internazionale il titolo di «best practice» di conservazione archeologica. Per quanto riguarda l'edificio realizzato negli Scavi di Ercolano alla fine degli anni Settanta, che essenzialmente ospita gli uffici, i laboratori e i depositi e un piano del quale è destinato all'esposizione museale si tratta di storia complessa che passa attraverso difficoltà e problemi di ordine tecnico, amministrativo e legale e che la Soprintendenza sta ora risolvendo in modo definitivo, compatibilmente con le sempre insufficienti risorse disponibili in bilancio e le continue esigenze di adeguamento dell'edificio richieste da una normativa in evoluzione. Tutti i reperti provenienti dagli scavi, debitamente catalogati e scientificamente documentati, sono stati restaurati e conservati in depositi sicuri e climatizzati, mentre nel contempo si è proceduto a una valorizzazione e promozione delle opere più spettacolari e significative attraverso una politica di mostre, in Italia e all'estero. L'allestimento di un Antiquarium sarà un ultimo tassello nell'ambito di una strategia globale riguardante gli scavi di Ercolano e beneficerà ancora una volta del sostegno aggiuntivo offerto dal Packard Humanities Institute che dal luglio 2009 si è impegnato a sostenere la Soprintendenza anche in questa iniziativa. Infatti, proprio grazie all'apertura della Soprintendenza a nuove forme di collaborazione mai viste prima in Italia, e alla stretta sinergia con gli enti locali, si può dire che il quadro complessivo del sito di Ercolano dell'ultimo decennio costituisce uno dei pochi casi veramente esemplari per la gestione dei beni archeologici in Italia (e altrove) e le prospettive per il prossimo decennio sono ancora più promettenti. Per quanto riguarda gli altri appunti: le Terme Suburbane e il Teatro, quest'ultimo lontano dai veri e propri scavi, sono edifici non aperti al pubblico a causa della mancanza di personale di vigilanza, un problema sempre più grave che affligge l'intero ministero. In questi ultimi dieci anni gli Scavi di Ercolano hanno voltato pagina. Dalla fine degli anni Settanta e fino alla fine degli anni Novanta, infatti, le condizioni di conservazione del sito avevano raggiunto i minimi storici. La Soprintendenza ha quindi affrontato innanzitutto i gravissimi problemi di conservazione, rinviando necessariamente a una fase successiva, secondo un logico ordine di priorità, gli aspetti più propriamente di valorizzazione, fra cui anche l'allestimento di un museo di sito, perché, per definizione, per valorizzare un patrimonio bisogna prima fare in modo che esso esista e non si perda. Vorrei ricordare infine che grazie al lavoro prima di Luisa Bossa e poi a quello che siamo riusciti a realizzare negli ultimi cinque anni in collaborazione Comune e Hcp (nuovo parcheggio,nuova biglietteria, un bellissimo parco urbano parte integrante degli scavi e della passeggiata archeologica,che punta a integrare sempre più città antica e quella contemporanea, l'impianto di illuminazione notturna, eccetera) il sito di Ercolano è più funzionale e accessibile. Chi vi fosse venuto solo tre anni fa e ritornasse oggi non lo riconoscerebbe. Resterebbe sorpreso. In meglio naturalmente. Speriamo che la vicenda dell'antiquarium riporti l'attenzione su una delle meraviglie di cui disponiamo e che la soppressione della Soprintendenza speciale per i siti vesuviani non significhi periferizzazione rispetto ad altre realtà. Infine colgo l'occasione per rilanciare il tema del biglietto unico Scavi-Mav che determinando una migliore sinergia tra il prestigioso sito e una delle più innovative relizzazioni della Campania di questi ultimi anni potrà dare ulteriore impulso al rilancio turistico dopo la débâcle prodotta dall'emergenza rifiuti.
CAMPANIA - quel museo ora serve ad Ercolano
Il direttore dei Scavi di Ercolano, Caro, rincresce per l'assenza di un antiquarium, un edificio destinato ad ospitare gli scavi e i reperti archeologici, che non è stato realizzato dopo 40 anni di distanza dalla sua realizzazione. Tuttavia, Caro sottolinea che il sito archeologico di Ercolano è stato valorizzato grazie a un contratto di sponsorizzazione con il Packard Humanities Institute e la British School at Rome, che ha ottenuto il titolo di "best practice" di conservazione archeologica.
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