I cantieri infiniti dei box sono come largo Gavirate: un buco nero, una ferita mai chiusa, un dolore per i residenti. I 216 posti auto sono stati approvati nel 2004 e dovevano venir pronti nel 2007. Fosse l'unico luogo, largo Gavirate. Piazza XXV Aprile è stata sventrata nell'estate del 2006 per accogliere 322 box: dovevano essere consegnati 18 mesi fa, ci sono solo le fondamenta. I 502 posti auto sotto piazza Cardinal Ferrari sono stati venduti nel 2005 con una promessa: « Saranno pronti nel 2007». Non era vero, naturalmente. Il giudice ha incontrato le parti, letto le memorie e deciso che in largo Gavirate ancora non si parte, ma ricordatevi la data: «L'udienza nel merito è fissata nell'aprile 2012». Per dirla con Francesca Verna, l'avvocato che tutela una quindicina di acquirenti pentiti dei box, questa è una storia in cui «nulla si sa e nulla si decide». Un buco nero nella Beirut del Piano parcheggi del Comune. Una voragine addossata alle uscite di sicurezza di un liceo, il «Vittorio Veneto», nella Milano martoriata dai posteggi contestati, appoggiati sulla falda o incatenati ai palazzi, bocciati, rivisti. In ritardo di anni. I 216 posti auto di largo Gavirate, a San Siro, sono stati approvati nel 2004, dovevano venir pronti nel 2007, ma sono finiti sotto inchiesta prima che gli operai attaccassero i lavori: carte sequestrate, varianti, permessi negati all'utilizzo dei tiranti. L'impresa costruttrice, adesso, sta riscrivendo il progetto definitivo e a Palazzo Marino si augurano che il cantiere possa riaprire «entro la fine del 2010». Problema: i cittadini si sono rivolti al giudice per stracciare i contratti e riavere indietro i 20mila euro versati sei anni fa. Ce la faranno? Piazza XXV Aprile Avvio dei lavori nel 2006 Consegna prevista nel 2009 Data di fine lavori: sbagliata. E poi: imprese fallite, alberi tagliati, danni, denunce, petizioni. Piazza XXV Aprile è stata sventrata nell'estate del 2006 per accogliere 322 box e 346 posti auto a rotazione: dovevano essere consegnati 18 mesi fa e ci sono solo le fondamenta. Intanto: qualche commerciante ha chiuso, altri licenziano, il Teatro Smeraldo langue nella palude. «Guardi lo scavo protestano i negozianti . Due operai smarriti in un canyon! A questo ritmo non finiranno mai». Il cantiere, già rallentato dai primi rilievi archeologici, nelle ultime settimane è rimasto pressoché paralizzato: le banche che finanziano l'operazione hanno chiuso i rubinetti, non si fidano delle garanzie spese sul piano di revisione dei costi, le parole volano, pretendono una firma dal Comune. Senza delibera, niente soldi: «La questione si sbloccherà a giorni, recupereremo il tempo perso» assicurano i tecnici di Palazzo Marino. Il tempo, aggiornato sui guasti, già significa un rinvio alla metà del 2011. Con il prezzo di un box lievitato di oltre 7 mila euro sul preventivo iniziale. Il masterplan dei parcheggi sotterranei, sbloccato dall'ex sindaco Gabriele Albertini, nel 2004, con i poteri di commissario straordinario, nasce per togliere dalle strade e dalle piazze circa 60 mila auto. Il Comune ha concesso, a costo zero, oltre 200 aree pubbliche. I privati quattro gruppi su tutti si sono spartiti lavori da oltre un miliardo di euro con lo strumento del project financing. Un business motivato dall'«interesse pubblico» di ridurre traffico e smog: «In questi ultimi anni sono stati conclusi 50 parcheggi senza esborsi per l'amministrazione» hanno spiegato il sindaco Moratti e l'assessore ai Lavori pubblici, Bruno Simini, all'inaugurazione dell'autosilo di piazza Meda: «È stato aperto un nuovo parcheggio ogni mese e prevediamo, entro un anno, di arrivare a consegnare altri 20 mila posti auto». Manca un dettaglio: il posteggio di piazza Meda è stato realizzato con un ritardo di tre anni. I 502 posti auto sotto piazza cardinal Ferrari sono stati venduti nel 2005 su una promessa: « Saranno pronti nel 2007». Il 7marzo 2008, invece, col cantiere ancora agl'inizi, cinque rampe di scale del palazzo al civico 4 si sono sgretolate e sono precipitate nell'androne: l'indagine per «disastro colposo» ha frenato l'attività per mesi, è finita poi con un'archiviazione, ma ha comunque sconvolto la tabella dei lavori. L'ultima, aggiornata a ieri, fissa la chiusura del cantiere tra settembre e ottobre prossimi. L'autosilo di via Ampère, Città Studi, sarà completato a dicembre forse con quasi cinque anni di attesa extra. Anni difficili, penosi: i palazzi affacciati sullo scavo hanno i muri crepati, fratturati, e gli abitanti stanno ancora affrontando cause civili e penali per avere il risarcimento dei danni. Poco lontano, in via Bazzini, c'è una ditta in crisi, nel cantiere del parcheggio, che sta cercando di vendere il ramo d'azienda e i 243 box costruiti per metà. I progetti in piazza Bernini e largo Rio de Janeiro sono ancora schiantati dai guai giudiziari, in attesa di una nuova conferenza dei servizi e delle autorizzazioni a procedere. E ancora. I 483 box di piazza Novelli sono stati venduti nel 2005, con consegna prevista nel 2008, prima che qualcuno scoprisse l'elettrodotto della Terna nel sottosuolo: il primo lotto sarà terminato a marzo 2011. I tempi sono raddoppiati. Un'agonia. Lenta, sfinente. Il futuro della Darsena, violentata da sei anni di abbandono, si saprà solo il 26 ottobre, quando il Consiglio di Stato stabilirà se il parcheggio va fatto, oppure no, sui reperti della Milano leonardesca e spagnola. Quanto a Sant'Ambrogio, l'impresa incaricata di costruire il posteggio accanto alla basilica sta limando il progetto esecutivo e dovrebbe riavviare il cantiere tra agosto e settembre. Il primo progetto, qui, venne autorizzato nel 2000.
MILANO - La città dei cantieri infiniti. Imprese fallite e denunce: lavori in ritardo anche di quattro anni
Il cantiere dei box di largo Gavirate, a San Siro, è stato iniziato nel 2006, ma non è ancora terminato. I 216 posti auto approvati nel 2004 non sono stati consegnati come previsto nel 2007. I lavori sono stati rallentati da vari problemi, tra cui rilievi archeologici e guasti strutturali. Il Comune di Milano ha concesso aree pubbliche a privati per realizzare i parcheggi, ma i cittadini si sono rivolti al giudice per stracciare i contratti e recuperare i 20mila euro versati. Il cantiere è stato paralizzato nelle ultime settimane a causa della mancanza di garanzie e della chiusura dei rubinetti delle banche che finanziano l'operazione.
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