Parlare di musei a Milano è un po' come raccontare della fata Morgana e dei suoi miraggi. Musei in costruzione, musei di prossima apertura, musei del futuro, musei chissà come e quando. Eh sì, una strana attività costruttiva che ci si inventa forse per apparire belli al momento, per fare carriera o magari per non soffrire di un complesso di inferiorità verso altre città dove i musei ci sono eccome. A Milano invece iMusei sono quasi dei «miraggi» che appaiono e scompaiono alla velocità della luce. Museo di Liebeskind per City Life? «Troppo grande il progetto», hanno detto alcuni, e oplà museo scomparso nel novero dei grandi risparmi in cui questa città si dibatte ormai compressa in un trend di crisi globale. Museo della Fotografia proposto dalla Triennale? «Progetto troppo costoso», hanno comunicato i soliti ignoti, e olè via anche questo come neve al sole. A proposito: ma di «Museo della Fotografia» non ne esiste già uno che funziona molto bene? «Si, ma è a Cinisello Balsamo», hanno detto più volte i soliti pigri immaginando questo luogo non alle porte di Milano, ma collocato tra il Monte Bianco e il Kilimangiaro. Intanto funziona e conserva il meglio della fotografia italiana e internazionale nonostante Regione e Provincia facciano ben poco per preservarne qualità delle opere, del management che vi lavora e del bellissimo parco annesso con biblioteca dedicata ai fotografi di tutto il mondo. Ora però, tornando ai miraggi milanesi, abbiamo due altre grandi occasioni e speriamo che anche queste non svaniscano nel nulla. E quali? Il museo dedicato al «Compasso d'Oro», voluto e cercato con tutte le forze dal nuovo direttore dell'Adi (Associazione design industriale), Luisa Bocchietto, per raccogliere la memoria degli oggetti di un design che il mondo ci invidia, e quello delle Arti Contemporanee in piazza del Duomo nel vecchio Arengario e di cui si nota un alquanto misterioso cantiere ben coperto di pubblicità, schermi giganti e quant'altro faccia spettacolo e comunicazione. E se fossero anche queste le premesse di un ulteriore miraggio? Urge allora un suggerimento in merito. Per il primo, quello dedicato al « Compasso d'Oro», vale il detto fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio. Occorre quindi stendere un contratto nero su bianco per tutte le certezze del caso. Per il Museo delle Arti contemporanee non si vorrebbe che dietro la scatola infiocchettata ad arte si celasse una inaugurazione sine die, appunto un miraggio bello e buono. Ma per fortuna i miraggi museali a Milano rivelano anche più solide realtà realizzate ad arte quali il sistema dei Musei d'Impresa promosso da Assolombarda e, ultimo in ordine di tempo, il Museo-Galleria Campari nella sede dell' azienda a Sesto San Giovanni. Come a dire: vale la pena di farci un salto per bere tutti insieme un aperitivo e divertirsi anche un po' con una realtà museale davvero eccellente nella storia di questa città.