Quota minima di partecipazione: 250 mila euro. Obiettivo di raccolta: 60 ; milioni. Dovrebbe decollare a gennaio 2005 il progetto del primo fondo di investimento sul cinema in Italia, un piano che Il Mondo aveva anticipato un anno fa e che sta per diventare operativo. Il timing dovrebbe essere questo: il primo closing entro il 31 dicembre portando al progetto almeno il 50 dei 60 milioni da raccogliere entro primavera. Al nuovo fondo di private equity lavora Alessandro Usai, dg di Cinecittà holding, con Ubaldo Livolsi (ad di Cinecittà holding) e la ; collaborazione di Gaetano Blandini, neodirettore generale del cinema del ministero dei Beni culturali. Cinecittà holding avrebbe deliberato per il 2005 intorno ai 3 milioni da destinare al fondo. Con Cinecittà, nel fondo, ci saranno anche l'Istituto Luce e Arcus (la società costituita dal ministro Giuliano Urbani per gli investimenti nell'arte) con fondi e finanziarie regionali e film commission. In complesso il pool pubblico coprirebbe circa 13 milioni. Il resto ai privati. Il ministero pare intenzionato a rinunciare agli utili dei capitali investiti a vantaggio dei privati. Nella lista di privati da coinvolgere ci sono big dell'auto (come Fiat e Bmw), delle tlc e dei beni di consumo.
E ora decolla anche il fondo dei privati
Quota minima di partecipazione: 250 mila euro. Obiettivo di raccolta: 60 ; milioni. Dovrebbe decollare a gennaio 2005 il progetto del primo fondo di investimento sul cinema in Italia, un piano che Il Mondo aveva anticipato un anno fa e che sta per diventare operativo. Il timing dovrebbe essere questo: il primo closing entro il 31 dicembre portando al progetto almeno il 50 dei 60 milioni da raccogliere entro primavera. Al nuovo fondo di private equity lavora Alessandro Usai, dg di Cinecittà holding, con Ubaldo Livolsi (ad di Cinecittà holding) e la ; collaborazione di Gaetano Blandini, neodirettore generale del cinema del ministero dei Beni culturali. Cinecittà holding avrebbe deliberato per il 2005 intorno ai 3 milioni da destinare al fondo. Con Cinecittà, nel fondo, ci saranno anche l'Istituto Luce e Arcus (la società costituita dal ministro Giuliano Urbani per gli investimenti nell'arte) con fondi e finanziarie regionali e film commission. In complesso il pool pubblico coprirebbe circa 13 milioni. Il resto ai privati. Il ministero pare intenzionato a rinunciare agli utili dei capitali investiti a vantaggio dei privati. Nella lista di privati da coinvolgere ci sono big dell'auto (come Fiat e Bmw), delle tlc e dei beni di consumo.
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