Il consiglio comunale approva un ordine del giorno all'unanimità: «Deve essere riaperta la casa natale del Maestro» Cambia lo statuto, si punta anche all'ingresso del festival Pucciniano di Torre del Lago LUCCA. Cambio di statuto per la Fondazione Puccini che diventerà una fondazione di partecipazione. Si tratta di una forma giuridica più snella, adottata ultimamente anche dal Fai, che sta a metà strada tra una fondazione classica e un'associazione. La principale novità sarà il pagamento di una quota annuale richiesta a tutti i soggetti interessati al Maestro che vorranno far parte dell'ente. L'altra novità riguarda l'introduzione di una distinzione tra la gestione patrimoniale del fondo (beni mobili e immobili appartenuti al maestro) e la gestione economica ordinaria delle quote di partecipazione che vengono riscosse ogni anno. Il nuovo soggetto avrà, in ogni caso, un'autonomia finanziaria limitata perché i rappresentanti dei soci non potranno accendere mutui senza la preventiva approvazione degli stessi soci. «Si prevedono diverse forme di partecipazione - spiega l'assessore alla cultura Letizia Bandoni - e questo ci permetterà di far entrare anche i soggetti privati, in modo da poter valorizzare il patrimonio mobiliare, immobiliare e culturale che Puccini ha lasciato sul territorio». L'attuale Fondazione, creata nel 1973 dall'amministrazione comunale seguendo lo schema classico della fondazione, vede il Comune di Lucca come socio fondatore per eccellenza con altri soggetti pubblici che condividevano l'idea di valorizzare la figura del Maestro e che hanno la proprietà dei beni del compositore. Ma nessuno di loro finora ha mai pagato alcuna quota. «E questo ha sempre lasciato l'onere del sostentamento della fondazione al solo comune di Lucca», prosegue l'assessore Bandoni che ora spera di strappare anche l'adesione della Fondazione Festival Pucciniano di Torre del Lago, mai entrata nella Fondazione Puccini. Il nuovo statuto è considerato un passo verso il futuro che però non può prescindere da ogni tentativo possibile per riaprire la casa natale di Giacomo Puccini in corte S. Lorenzo e su questo argomento il consiglio comunale si è espresso all'unanimità con un ordine del giorno in cui si chiede di individuare capitoli di bilancio per eventuali investimenti che dovessero rendere necessari (anche per ricomprare la casa), magari promuovendo intese con le fondazioni bancarie. «Quella sulla casa natale di Puccini non deve essere una battaglia personale ma l'impegno doveroso di una città», dice il capogruppo del Pd Alessandro Tambellini che rilancia: «Se è una questione di soldi, possiamo anche lanciare una sottoscrizione pubblica in modo che siano i lucchesi stessi a ricomprarsi quella casa. Altrimenti dobbiamo compiere tutti i passi (esproprio compreso, ndr) perché quel bene sia riaperto e restituito al patrimonio di tutti». Sulla stessa linea anche Paolo Bertolucci, Udc: «Personaggi meno importanti del Maestro hanno fatto la fortuna di altre città. Credo che piazza Cittadella dovrebbe cambiare nome in piazza Puccini».