il cratere greco recuperato dai carabinieri "Quel cratere è nostro". Presidente " detective" guarda le foto di un'operazione dei Carabinieri e scopre un cratere greco rubato a Gela. Il prof. Nuccio Mulè, presidente della locale sezione dell'Archeoclub, dopo aver ricevuto una segnalazione da Giuseppe Brugioni, cultore e attento studioso gelese di ceramica greca che vive ad Atena, ha attenzionato il ritrovamento effettuato dal Reparto Operativo del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio di Roma con l'operazione "Andromeda". I reperti sequestrati in Svizzera il mese scorso sono stati esposti all'interno del Colosseo. Nuccio Mulè ha attenzionato quei reperti ed in particolare un grande cratere. Grazie al contatto con i Carabinieri del Reparto Territoriale di Gela e con i Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale di Palermo e Roma, nonché con la Dott.ssa Rosanna Friggeri della Soprintendenza Archeologica di Roma, Mulè è riuscito a far fare una comparazione tra una foto del vaso di una pubblicazione specialistica del Prof. Stibbe, che riportava notizie del cratere in oggetto proveniente da Gela, e quella scattata tra i reperti sequestrati in Svizzera. Quindi, grazie alla certificazione dei Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale di Roma, si è avuta piena certezza sulla provenienza gelese del cratere. Un fatto che non meraviglia considerato che Gela è stata dalla fine dell'Ottocento una tra le zone più depredate di reperti archeologici. Il vaso di Gela, come riportano le pubblicazioni specialistiche, è un rarissimo ed importantissimo cratere laconico arcaico a volute del VII sec. a.C. attribuito al "Pittore della Caccia". E'alto 47 cm ed ha un diametro del corpo di 41 cm. Complesse le figurazioni del cratere. Sul corpo e sul collo sfingi, uccelli e animali predatori con le loro vittime, una danza di comasti sul collo del lato B. Sulle due volute dei manici sono raffigurate delle teste di gorgone. "Nei vari articoli riportati dai quotidiani nazionali sul ritrovamento dell'operazione Andromeda -dice il prof. Mulè - si fa specifico riferimento a questo cratere e ciò dimostra la fondatezza della notevole importanza di tale vaso". Difficile ipotizzare luogo e periodo del trafugamento. L'Archeoclub d'Italia si è rivolto al Sindaco, alla Presidenza della Provincia, alla Soprintendenza Archeologica di Caltanissetta e alla Direzione del Museo Archeologico di Gela affichè si prodighino, per le rispettive competenze, a contribuire al rientro del cratere a Gela dove sicuramente troverà la legittima e definitiva collocazione. " I beni recuperati, oltre a rappresentare, ognuno per le proprie caratteristiche, pregevolissime espressioni storico-artistiche - ha concluso il prof. Mulè - assumono particolare valenza per le future generazioni quali testimonianza del proprio passato e dell'identità culturale della propria città". M.C.G. 23072010
Il cratere greco è nostro Il presidente Archeoclub riconosce il reperto rinvenuto in Svizzera
I carabinieri hanno recuperato un cratere greco rubato a Gela, in Sicilia. Il cratere, un rarissimo e importante vaso arcaico a volute del VII secolo a.C., è stato sequestrato in Svizzera. Il prof. Nuccio Mulè, presidente dell'Archeoclub di Gela, ha aiutato i carabinieri a identificare il cratere grazie a una foto scattata durante l'operazione di recupero. La foto mostra il cratere con le stesse caratteristiche del vaso descritto nelle pubblicazioni specialistiche. Il cratere è stato trovato in Svizzera durante l'operazione "Andromeda" e sarà restituito a Gela.
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