"Ma noi proprietari dei lidi da soli non ce la facciamo" La gestione passata ai Comuni. Via ai controlli aerei Salvemini del Wwf "Purtroppo con le nuove disposizioni gli abusi sono cresciuti" Emergenza sporcizia sulle spiagge libere pugliesi. A lanciare lallarme sono le associazioni ambientaliste che in queste settimane hanno ricevuto una serie di segnalazioni da tutta la Puglia. Il problema nasce anche dal fatto che, a causa dello sforamento del Patto di stabilità, la Regione ha dato circa due milioni di euro in meno ai Comuni per la pulizia delle spiagge. «Questo però non deve essere un alibi per le amministrazioni locali» attacca Pasquale Salvemini del Wwf. Dal sindacato dei gestori dei lidi parlano di situazione difficile: «Lunica soluzione è la reale applicazione del federalismo demaniale». Due milioni e ducento mila euro in meno rispetto allo scorso anno. E una sessantina di segnalazioni nel giro di dieci giorni. La vera emergenza dellestate turistica pugliese è la pulizia delle spiagge. Dal Gargano al Salento stanno arrivando in questi giorni segnalazioni circostanziate e proteste violentissime sullo stato nel quale si trova il litorale pugliese. «Le spiagge libere sono sporchissime» dicono turisti e residenti. In queste ore è partita unattività di controllo da parte delle forze di polizia, a partire dal nucleo aeronavale della Guardia di finanza (il Roan) che sta battendo a tappeto la costa pugliese, soprattutto con riprese dallalto, alla ricerca di discariche abusive. Il problema nasce da una differenza sostanziale rispetto agli altri anni. Con lentrata in vigore del piano delle coste, le competenze - dalla pulizia sino al monitoraggio delle concessioni - sono passate nelle mani dei Comuni. Comuni che troppo spesso sono disattenti o, colpevolmente, fanno finta di non vedere. Esiste però un problema di natura pratica sul discorso pulizia. Con la delibera del 7 marzo di questanno, con la quale la Regione prende atto dello sforamento del patto di stabilità, si fa riferimento a una serie di tagli e mancati trasferimenti. Tra questi lassessore al Bilancio, Michele Pelillo (che ora si occupa anche del Demanio) ha stabilito il taglio di poco più di due milioni di euro da destinare ai Comuni per la pulizia delle spiagge. Il budget nelle mani delle amministrazioni si è quindi notevolmente ridotto. «Ma questo - attacca Pasquale Salvemini del Wwf, anima del numero verde (800 085 898) voluto dalla Regione per segnalare gli abusi sul mare - non può essere un alibi per le amministrazioni comunali che hanno lobbligo e il dovere di fare tutto quanto è nelle loro possibilità per tenere pulite le spiagge libere». Emblematico è il caso di Bari. Se da un lato la polizia municipale ha appena cominciato un controllo a tappeto di tutte le strutture della città che hanno concessioni demaniali, dallaltro - da San Girolamo a San Giorgio - si moltiplicano le situazioni di degrado e di discariche a cielo aperto che molto spesso rendono completamente inaccessibile laccesso al mare. Ma quella di Bari è una situazione comune a molti altri posti della Puglia. «A Castellaneta Marina - dice Salvemini - ci hanno segnalato spiagge in condizioni vergognose tra il Lido Albatros e La Playa. A Barletta, invece, dove una serie di lidi hanno praticamente costruito sulla spiaggia, ci sono resti edili abbandonati sulla spiaggia senza che nessuna faccia nulla». Sporcizia è segnalata anche nel mare. «A Fasano, nelle vicinanze degli scavi di Egnazia, alcuni sub hanno avvistato un cimitero di batterie per auto, alcune delle quali senza tappo, abbandonate nel mare». A Marina di Lizzano, Taranto, «lemergenza arriva dalle acque reflue di un depuratore messo sotto inchiesta, che funziona malissimo e sta esasperando i residenti e facendo fuggire i turisti». Tutte le segnalazioni arrivate al numero verde sono già state girate alle forze di polizia. «Già la prossima settimana - dice Salvemini - dovremmo fare un primo giro di controlli per renderci conto di una serie di situazioni ed eventualmente intervenire immediatamente». Da valutare per esempio se i gestori dei lidi rispettano la norma regionale che li impegna a tenere pulita una parte di spiaggia libera da un lato e dallaltro rispetto alla loro concessione. «Purtroppo - conclude Salvemini - da quando le concessioni sono passate ai Comuni ci siamo resi conto che i controlli si sono drasticamente abbassati. Mentre gli abusi sono cresciuti». Onofrio Capacchione è il segretario del Sib, il sindacato dei gestori dei lidi. Perché le spiagge pugliesi questanno sono particolarmente sporche? «I Comuni non hanno le risorse necessarie per poter pulirle e la costa è infinita». E voi gestori? La legge prevede che parte della pulizia tocchi anche a voi. «E vero e sono pochi i colleghi che non lo fanno. Ma non si può certo pensare che siano i gestori a risolvere un problema difficile come quello della pulizia di 800 chilometri di spiagge». E cosa si dovrebbe fare allora? «Noi ci auguriamo che con lentrata in vigore definitiva del federalismo demaniale finalmente i canoni che oggi noi paghiamo allo Stato possano entrare nelle disponibilità di Comuni e Regione. In Puglia, soltanto per i lidi, stiamo parlando di una cifra vicina ai due milioni di euro. Una città come Margherita di Savoia, da sola, paga canoni per 700mila euro. Ora cè la possibilità di lasciare questi soldi al territorio e soprattutto per il territorio». Cosa si potrebbe fare? «La pulizia, senza dubbio. Perché avere le spiagge libere pulite fa bene al turismo e quindi anche a noi dei lidi. E poi cè ancora tanto da fare sugli accessi visto che, in questo momento, abbiamo ancora buona parte delle costa chiusa da proprietà private».(g.f.)
PUGLIA - Spiagge libere come discariche "Tagliati i fondi per la pulizia"
Le spiagge libere della Puglia sono sporcissime, secondo segnalazioni di turisti e residenti. Le amministrazioni locali non hanno le risorse per pulirle, a causa di tagli e mancati trasferimenti di fondi. Il problema è più grave di quanto non fosse negli anni precedenti, a causa della delibera della Regione che ha ridotto i fondi per la pulizia delle spiagge. Le associazioni ambientaliste hanno lanciato un allarme e chiedono la reale applicazione del federalismo demaniale, che potrebbe permettere di destinare i canoni ai Comuni e alla Regione. I gestori dei lidi sostengono che la legge prevede che parte della pulizia tocchi anche a loro, ma non sono in grado di risolvere il problema.
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