ROMA - La prima cattedra universitaria di Storia dell'Arte nasce a Roma, nel 1890, per Adolfo Venturi; ma il corso di laurea specialistica biennale in Storia dell'Arte rischia di morire assai presto: lo denunciano una serie dì docenti di un po' tutti gli atenei, 65 dei quali hanno firmato un appello-protesta: insieme all'Assotecnici, i funzionari tecnico-scientifici dei Beni culturali. Il ministero dell'Istruzione prevede infatti d'accorpare la laurea in Storia dell'Arte (che esiste in 29 atenei) con altre di conservazione e restauro, attive in undici sedi, fondendola in una nuova "Laurea magistrale in Storia ", «inadeguata a formare i dirigenti del Ministero dei Beni culturali, i funzionari e direttori di musei, nazionali o locali, nonché i docenti universitari, per carenze nel settore umanistico, linguistico, teorico e storico-critico». Il progetto di accorpamento è contenuto in due note, una del sottosegretario Maria Grazia Siliquini, presentate, senza troppi clamori, a fine luglio al Cun, il Consiglio universitario nazionale. Ed è ritenuto ingiustificato, e anzi grave: fornirebbe, infatti, una preparazione di tipo assai tecnico, «con competenze superficiali» e senza una preparazione adeguata nei settori storico-artistici: in più, «la laurea specialistica in Storia dell'Arte è la sola penalizzata nell'intera area umanistica»: vera singolarità nel Paese di Giotto, Leonardo, Michelangelo Company, i cui storici dell'arte, nella tutela e nella ricerca, sono «ritenuti un modello positivo, in Europa e non solo». Poi, altro progetto di riforma deplorato, le materie di Critica artistica e del Restauro e Museologìa verrebbero omesse dai corsi di Conservazione e Restauro dei Beni culturali. La protesta è firmata da tutti i massimi nomi della Storia dell'Arte negli atenei italiani: Silvia Danesi Squarzina, Francesco Negri Arnoldi, Renato Barilli, Marina Righetti, Marisa Dalai, Francesco Gandolfo, Stefania Mason, Sciolla, Mancini, Paolo Fabbri e Rosanna Cioffi sono solo i primi. E Irene Berlingò, presidente dell'Assotecnici, si preoccupa, perché questo accorpamento rientra in un quadro d'assoluto depotenziamento dei Beni culturali, che passa anche per le novità normative, assai discusse negli ultimi tempi, e per una diminuzione delle risorse, tale che lo stesso ministro Giuliano Urbani minaccia perfino di dover forse chiudere gli Uffizi In più, la riduzione dei fondi governativi a disposizione degli enti locali sta causando sofferenze non da poco in numerose città: Milano, per esempio, ha dovuto rinviare a data da determinarsi alcuni importanti progetti che aveva già in corso, come la Biblioteca Europea. E ora si vuol cancellare anche il corso di laurea la cui prima cattedra si rifà al prestigioso nome di Adolfo Venturi, e che ci contraddistingue in tutto il mondo.
E Storia dell'arte rischia di scomparire, sarà accorpata a Conservazione e Restauro
A Roma, nel 1890, è nata la prima cattedra universitaria di Storia dell'Arte. Tuttavia, il corso di laurea specialistica biennale in Storia dell'Arte è stato oggetto di una serie di proteste da parte di docenti e funzionari tecnico-scientifici dei Beni culturali. Il ministero dell'Istruzione prevede di accorpare la laurea in Storia dell'Arte con altre di conservazione e restauro, fondendola in una nuova "Laurea magistrale in Storia". Questo progetto è stato criticato per essere inadeguato a formare i dirigenti del Ministero dei Beni culturali e i docenti universitari.
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