Il sindaco Cenni: «Penso a una partnership pubblico-privato con fondi regionali e comunitari» L'immobile della "Re Sole" è ancora sequestrato ma l'idea è di trasformarlo nel polo della filiera agricola PRATO. Gli dici Cascine di Tavola e gli affiorano subito in mente ricordi dell'infanzia, di quando il nonno era il fattore del parco. E' così affezionato a questo luogo che il sindaco Roberto Cenni ha in mente una sfida ancora più ambiziosa del progetto di restauro da 6milioni e 450mila euro per le Cascine, partorito dagli architetti Giuseppe Centauro e Carlo Alberto Garzonio. Il Comune butta gli occhi sulla Fattoria Medicea: sarebbe persino disposto ad acquistarla pur di recuperarla. Un'utopia? No, un sogno che potrebbe avverarsi se si ha chiara in testa l'idea di cosa farci, poi con un gioiellino così, dell'epoca di Lorenzo Il Magnifico. E se si hanno anche i soldi per dare gambe al progetto di Cenni, quello di ricavarne una vetrina per le produzioni tipiche. «Di certo - puntualizza il primo cittadino - non possiamo accollarci 80 milioni di euro d'investimento: un'ipotesi sarebbe un intervento misto pubblico-privato che attinga a finanziamenti regionali e comunitari per valorizzare questo patrimonio dell'umanità. Una volta chiarita la vicenda giudiziaria sulla Fattoria (sotto sequestro dal luglio 2008, ndr), discuteremo di come questa possa entrare nella disponibilità pubblica anche perché la mia idea è di realizzare un parco rinascimentale e di utilizzare quei 20mila metri quadrati d'immobile per farne un centro d'eccellenza con i prodotti della nostra filiera agricola». Non deve sorprendere che una fattoria d'epoca medicea torni in mano pubblica: una è la Villa della Sforzesca a Vigevano, che niente ha da invidiare con quella delle Cascine di Tavola e su cui è forte l'impegno della locale amministrazione. Ambedue le strutture, uniche in Italia, sono legate da un filo doppio che corre attraverso secoli di storia. Dentro la fattoria delle Cascine Cenni immagina un punto d'appoggio per il mercato dei produttori locali, con un occhio di riguardo anche per l'artigianato, il restauro e l'arte culinaria. La posta in gioco è alta: duecento ettari di terreno, di cui solo 67 di proprietà pubblica. Il resto è nelle mani dei privati. E qui sta lo scoglio principale affiché i sogni del parco rinascimentale di Cenni possano esaudirsi, al di là dell'interesse dichiarato per l'immobile. Proprietaria ne è la società Fattoria Medicea, su cui ha la maggioranza la Re Sole srl, che fa capo all'immobiliarista Stefano Biagini e al gruppo Miliotti. Ma i proprietari della tenuta agricola medicea, che a sua volta l'avevano comprata dalla veneta Agrifina (sue sono ancora le scuderie con gli allevamenti di cavalli a trotto e alcuni terreni adibiti alla coltivazione di mais e girasole), da due anni hanno le mani legate: il cantiere è ancora sotto sequestro per quel "maledetto" nulla osta rilasciato alla Soprintendenza per la trasformazione della fattoria in albergo e una quarantina di miniappartamenti. C'è da aspettarsi che la società Re Sole sia ben lieta di sbarazzarsi di una struttura che finora ha dato solo filo da torcere e guai giudiziari. Nel frattempo, si pensa a restaurare il parco delle Cascine affidandosi ai progettisti Centauro e Garzonio per riportare in vita quattro siti storici. Che sono, spulciando il masterplan delle funzioni, l'ex casa del Guardia (sorgerà un punto ristoro subito all'ingresso da via Traversa il Crocifisso), l'ex casa del Caciaio (qui un centro studi di agricoltura biologica in collaborazione con la Facoltà di Agraria), mentre l'ex casa del Podere delle Colline accoglierà una sede distaccata della Facoltà di Architettura, con laboratori post-universitari sul restauro. Infine, l'ex Rimessa delle Barche che, una volta sistemata, avrà una destinazione di tipo museale con un centro di documentazione ambientale annesso mentre, per concludere, sarà riportata l'acqua lungo il complesso reticolo di canali denominati delle Pavoniere e della Corsa, in modo da ricreare un ambiente romantico e raffinato.